AGI - L'immagine più emblematica del disastro di Niscemi, a parte quella dell'automobile sospesa nel vuoto in un garage 'sezionato' dalla frana del costone su cui sorge il Paese (che nel frattempo è precipitata), sicuramente è quella della biblioteca 'Angelo Marsiano', al cui interno sono custoditi 4.000 libri e documenti, mappe e appunti che ricostruiscono la storia di Niscemi.
Per metà sospesa nel vuoto, ha la porta di entrata che dà sul marciapiedi. E sotto, un baratro di centinaia di metri. Per salvare questo patrimonio storico che non è solo storico, ma anche di identità, si sono mobilitati i più importanti scrittori siciliani. E ora interviene anche il sindaco Massimiliano Conti.
Il recupero dei volumi: una missione pericolosa
"Il recupero dei 4 mila libri, in questa fase, è pericolosissimo. Tra l'altro i libri sono sistemati in uno scantinato, in una stanza della biblioteca che è in bilico sul ciglio della frana", afferma il primo cittadino di Niscemi. L'edificio si trova in bilico sul ciglio della frana, nel cuore del quartiere Sante Croci, in via Roma 67, il rione più colpito dalla tragedia del 25 gennaio.
L'appello degli scrittori siciliani e il valore del patrimonio
A lanciare l'allarme "affinché questo patrimonio non vada perduto", è stata la scrittrice Stefania Auci, insieme a tanti altri scrittori siciliani.
"Quando l'emergenza cesserà - ha aggiunto il primo cittadino - se sarà possibile recuperare qualcosa, di comune accordo con vigili del fuoco e protezione civile, lo faremo. Tutto dovrà essere eseguito in sicurezza", ha concluso il sindaco. I 4 mila volumi storici, preziosa memoria della comunità, racchiudono non solo la storia di Niscemi, ma anche della Sicilia. Viene considerato un patrimonio culturale di enorme pregio.