AGI - Il Tar della Lombardia ha sospeso il provvedimento col quale il Comune di Turbigo ha rigettato l'istanza formulata dall'Associazione Religiosa Moschea Essa' per la realizzazione di un luogo di culto destinato alla comunità musulmana. Inoltre, i giudici hanno ordinato all'amministrazione di centrodestra di ripetere l'istruttoria per valutare se ci siano i presupposti per accogliere la richiesta e di concluderla entro il 16 settembre, coinvolgendo i richiedenti.
"È un principio importante: la negazione del diritto alla preghiera è di per sé fonte di pregiudizio e questo è una conquista importante perché si è portati a credere che la dimensione religiosa della comunità musulmana non abbia dignità e non meriti considerazione. Importante a questo proposito il richiamo alla Costituzione" commenta all'AGI l'avvocato Luca Bauccio, che assiste l'associazione per conto della quale aveva chiesto l'annullamento del provvedimento.
Il parere dei giudici: "Comune non ha fatto sapere i motivi ostativi"
Secondo i giudici, "non appaiono prive di consistenza le censure concernenti il difetto di istruttoria e di motivazione, atteso che il provvedimento impugnato sembra limitarsi ad affermare l'impossibilità di individuare un immobile comunale idoneo e disponibile, senza dare conto delle verifiche concretamente svolte e degli immobili eventualmente presi in considerazione". La richiesta dell'associazione era stata presentata nel maggio scorso. Per il Tar, il Comune non ha spiegato perché non ci siano le condizioni per garantire ai fedeli la possibilità di un luogo dove pregare. Il Comune, in particolare, non ha fatto sapere quali siano stati "i motivi ostativi all'accoglimento della domanda". Dunque i giudici sospendono il 'no' del Comune per il 'periculum in mora', "in ragione della dedotta impossibilità per la comunità rappresentata dall'associazione ricorrente di disporre, allo stato, di un luogo destinato stabilmente all'esercizio del culto, con conseguente protrazione della lamentata compressione dell'esercizio collettivo della libertà religiosa". Non è la prima volta che a Turbigo si registra un conflitto tra Comune e comunità musulmana. Accadde quando sempre il Tar obbligò la giunta a trovare un'area per i festeggiamenti legati al Ramadan.