Il verbale, visionato dall'AGI, è tra le nuove carte depositate dagli inquirenti agli avvocati delle parti, indagati e famiglie delle vittime.
Minacce e clima di odio
"Ho subito minacce di morte durante i miei appuntamenti, credo una decina - è il racconto di Féraud -. Centinaia di lettere e messaggi d'odio. Anche mia moglie e mia figlia sono state prese di mira. Hanno paura, si sentono seguite e braccate in continuazione". "Oggi parliamo di queste famiglie e di questa tragedia. Ci sono 41 famiglie qui che hanno perso un parente. Ci sono 115 persone gravemente ustionate. Non ho mai smesso di pensare a queste persone, al dolore delle famiglie che hanno perso una persona cara, alla sofferenza delle innumerevoli vittime di ustioni".
Una responsabilità morale
"Sono marchiato a vita da questo dramma inimmaginabile - ha proseguito il sindaco -, me ne rammarico profondamente e chiedo scusa a queste famiglie. Non c'è niente che io possa fare. Purtroppo, questa è la vita. Sono un cittadino della comunità in cui si è verificata questa tragedia. Sento chiaramente una pesante responsabilità morale".
"Siamo tutti profondamente colpiti da questa tragedia. L'intera regione, le città, i residenti, i commercianti. Il mondo intero è colpito e noi siamo tutti colpiti", la conclusione di Féraud.