Il caldo aumenta il rischio di malattie infettive: quali sono e come proteggersi

Scritto il 29/07/2026
da agi

AGI - Le estati sempre più lunghe e caratterizzate da temperature elevate stanno aumentando il rischio di diffusione di diverse malattie infettive in Europa, rendendo sempre più necessaria una cooperazione tra i Paesi e un approccio integrato alla salute pubblica. E' l'allarme lanciato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che invita a rafforzare il monitoraggio, la prevenzione e la capacità di risposta ai nuovi rischi sanitari legati ai cambiamenti climatici.

Secondo l'ECDC, sebbene le attuali ondate di calore attirino l'attenzione dell'opinione pubblica, sono soprattutto le temperature elevate persistenti e il progressivo allungamento della stagione estiva a creare condizioni favorevoli alla diffusione di numerosi agenti patogeni. Il monitoraggio condotto dall'agenzia europea individua quattro aree prioritarie: le infezioni di origine alimentare, la vibriosi, le malattie trasmesse dalle zanzare e quelle trasmesse dalle zecche.

Le patologie più comuni

Tra le patologie più frequenti durante l'estate figurano le infezioni alimentari. Il caldo accelera infatti la proliferazione dei batteri negli alimenti, aumentando il rischio di contaminazione. Per limitarlo, l'ECDC raccomanda di mantenere una corretta igiene nella preparazione dei cibi, lavare accuratamente frutta e verdura e cuocere completamente gli alimenti, in particolare la carne.

Particolare attenzione viene dedicata anche alla vibriosi, infezione causata da batteri del genere Vibrio, che proliferano nelle acque costiere calde e a bassa salinità, come il Mar Baltico e gli estuari dei fiumi. Per facilitare la prevenzione, l'ECDC ha sviluppato una piattaforma interattiva che individua le aree dove il rischio è maggiore. L'agenzia raccomanda di evitare la balneazione in presenza di ferite o piercing recenti e di consumare soltanto frutti di mare adeguatamente cotti. Cresce inoltre la preoccupazione per le malattie trasmesse dalle zanzare invasive. L'allungamento delle stagioni calde e umide favorisce infatti la diffusione di specie vettori in aree europee dove fino a pochi anni fa erano assenti o poco diffuse. Di conseguenza aumentano i rischi di trasmissione di dengue, chikungunya e virus del Nilo occidentale.

Come proteggersi

Per ridurre l'esposizione sono consigliati repellenti, indumenti protettivi, zanzariere, aria condizionata e l'eliminazione dei ristagni d'acqua attorno alle abitazioni, che rappresentano i principali siti di riproduzione degli insetti. L'ECDC richiama infine l'attenzione sulle malattie trasmesse dalle zecche. Il progressivo allungamento della primavera e dell'autunno prolunga infatti il periodo di attività di questi artropodi, aumentando il rischio di infezioni come la malattia di Lyme e l'encefalite da zecche (TBE), che possono provocare complicanze anche gravi.

Tra le misure preventive figurano l'uso di abiti che coprano braccia e gambe durante le attività all'aperto, il controllo accurato del corpo al termine delle escursioni e, per la TBE, la vaccinazione, disponibile ed efficace. Secondo l'ECDC, affrontare queste minacce richiede una collaborazione stabile tra i settori della salute umana, animale e ambientale attraverso l'approccio "One Health", che riconosce la stretta interconnessione tra persone, animali, piante ed ecosistemi. L'agenzia valuta regolarmente il livello di preparazione dei Paesi membri e rileva che oltre la metà degli Stati dell'Unione dispone ormai di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Restano tuttavia necessari ulteriori interventi per garantire misure specifiche dedicate agli effetti degli eventi meteorologici estremi sulla salute pubblica e rafforzare la resilienza sanitaria dell'Europa.