AGI - "Per morire serve il nulla osta della Procura" è la sintesi dell'avvocato civilista Alberto Sonego nel raccontare all'AGI una vicenda capitata a due sue clienti "che potrebbe avere ideato e scritto Pirandello". Le due donne, madre e sorella del defunto, avevano fretta di cominciare la pratica per ricevere l'eredità sbrogliando così alcune beghe legate alla successione ma per il Comune il loro parente è rimasto "vivo", a livello burocratico, più di una quindicina di giorni. Sonego delinea all'AGI i contorni surreali del caso.
Il caso
"Un uomo di quasi 60 anni è morto alla fine del suo turno di lavoro da operaio in azienda. E' crollato esanime al suolo durante una delle ondate di calore di giugno. Le eredi sono venute da me per avviare la successione. Nel frattempo, la Procura di Treviso ha aperto giustamente un fascicolo per valutare se sussistessero profili penali dal momento che sembrava che ci fossero temperature forse troppo elevate sul posto di lavoro e ha disposto l'autopsia". Ed è a questo punto della storia che la burocrazia per due volte comunica all'avvocato che per loro il morto è ancora vivo.
"Ho chiesto al piccolo Comune nel Trevigiano dell'uomo il certificato di morte ma mi hanno spiegato che a loro risultava ancora in vita e che per stilarlo ci sarebbe voluto il nulla osta della Procura e la chiamata all'ufficiale di stato civile. Mi è stato poi suggerito di telefonare al vicino Comune dove era morto ma anche in questo caso mi hanno detto che sì, non c'era alcun dubbio che fosse morto, ma occorreva l'ok della magistratura. Ho obbiettato che sarebbe servito per svolgere le esequie ma non per certificare quello che era evidente a tutti e cioè che fosse morto. Così in sostanza "quest'uomo ha goduto di una ventina di giorni in più di vita 'burocratica', è rimasto vivo fino a che la burocrazia non ha deciso che fosse morto".
"La comunicazione che il signore fosse effettivamente deceduto, una volta finiti gli accertamenti sulla salma - puntualizza Sonego - è arrivata ai familiari non dalle istituzioni ma dalle pompe funebri".
La fretta di ereditare
Perchè tanta fretta nel cominciare l'iter per ereditare da parte delle eredi? "Era necessario fare chiarezza in tempi rapidi sulla linea successoria anche perchè alcune persone stavano usufruendo dei beni in maniera indebita" spiega il legale che rimanda al personaggio de 'Il fu Mattia Pascal'. Con una differenza: nelle pagine pirandelliane si trattava di un uomo vivo ma morto 'legalmente' per la società, qui invece c'era un uomo morto ma 'vivo' per la legge