AGI - Un traliccio della rete elettrica piegato su un lato in mezzo alla campagna, in una zona inaccessibile, al confine tra Friuli e Austria: il cedimento del terreno è un'ipotesi che lascia subito spazio alla pista più inquietante.
Sono le immagini che il TG1 mostra in esclusiva a documentare il sabotaggio dell'impianto che da Trieste porta il petrolio fino all'Europa centrale, una struttura strategica per il continente. Da vicino i segni sono inequivocabili: due piedi dell'impalcatura tagliati in modo che non ci fosse alcun crollo ma un lento collasso con immediata interruzione dell'alimentazione. Hanno colpito qui perché le stazioni di pompaggio sono presidiate giorno e notte dai militari.
L'azione dei sabotatori
Chi ha agito - fa sapere il Tg1 - non ha lasciato nulla al caso, sapeva che il flusso di greggio dal Medioriente si sarebbe interrotto e che per Germania, Austria e Repubblica Ceca sarebbe stata emergenza.
Le ipotesi sull'attacco
Nonostante la smentita della società di gestione, gli inquirenti hanno pochi dubbi sull'azione mirata messa a segno da professionisti.
Il caso e le indagini internazionali
Fino ad oggi non è arrivata alcuna rivendicazione, ma il caso è sui tavoli della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, le indagini affidate ai Carabinieri del ROS. Interessate anche polizie e intelligence straniere. Non si esclude un attacco internazionale a larga scala. E questo potrebbe essere solo il primo atto.