AGI - Prima di un eventuale processo a carico di Andrea Sempio, sarà probabilmente necessario riaprire quello che ha condannato in via definitiva Alberto Stasi. È questo il nodo giuridico che emerge dai nuovi sviluppi sul caso Garlasco dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Pavia alla Procura generale di Milano per valutare una possibile revisione della sentenza (art. 630 c.p.p.) sull’omicidio di Chiara Poggi.
A spiegarlo all’AGI è l’avvocato Giandomenico Caiazza, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, secondo cui il sistema rischia altrimenti di trovarsi davanti a una situazione che probabilmente non ha precedenti: un nuovo procedimento a carico di Sempio come unico autore per lo stesso delitto mentre esiste già una sentenza irrevocabile che individua in Stasi il responsabile dell’omicidio.
Il parere dell’avvocato Caiazza sul possibile nuovo processo a Sempio
"Per come è stata formulata l'imputazione è necessario che si apra un processo di revisione. C’è un giudicato che afferma che quel fatto lo ha commesso Stasi", osserva Caiazza. In altre parole, per la giustizia italiana la responsabilità del delitto è già stata accertata in via definitiva.
"Per questo, spiega il penalista, fino a quando l’ipotesi investigativa parlava di un possibile concorso nell’omicidio — quindi della presenza di più persone coinvolte — il quadro giuridico poteva reggere. Ma se ora l’attenzione dovesse spostarsi verso un unico responsabile alternativo, il tema diventerebbe molto più delicato".
Anche la scelta della Procura di Pavia di trasmettere gli atti alla Procura generale di Milano viene interpretata dal penalista come un segnale preciso. "Non a caso il procuratore è andato dalla procuratrice generale, che bisogno aveva altrimenti. Solo dopo il giudizio di revisione si potrebbe dunque aprire un processo nei confronti di Sempio".
La necessità di prove nuove per la revisione del processo a Stasi
La Procura generale dovrà ora stabilire se gli elementi raccolti negli ultimi mesi — compresi i presunti audio attribuiti a Sempio — possano essere considerati "prove nuove", requisito indispensabile per chiedere la revisione della condanna definitiva di Stasi.
Se la revisione venisse accolta, si aprirebbe un nuovo giudizio sulla posizione dell’ex bocconiano e solo successivamente potrebbe prendere forma un eventuale processo parallelo. Se invece la richiesta dovesse essere respinta, resterebbe una sentenza definitiva che attribuisce il delitto a Stasi, rendendo molto più complesso sostenere in aula una responsabilità alternativa.
Proprio per evitare questo cortocircuito, il procedimento che riguarda Andrea Sempio potrebbe rallentare o fermarsi in attesa della decisione sulla revisione. Un eventuale gup, infatti, si troverebbe davanti a un caso quasi inedito: celebrare un processo per lo stesso omicidio mentre una sentenza irrevocabile individua già un altro colpevole.