Migranti, il ministro Piantedosi: "Stop di 45 giorni alla Sea Watch 5". La Ong:"Non collab...

Scritto il 23/08/2026
da agi

AGI - "Quarantacinque giorni di fermo e 7.500 euro di multa per la Sea Watch 5. La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato sul suo profilo X.

Piantedosi: "Una grave violazione della normativa"

Il ministro dell'Interno ha poi aggiunto: "Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong".

La risposta dell'Ong

La replica dell'Ong tedesca non è tardata ad arrivare. Attraverso una nota l’equipaggio della nave ha rivendicato il salvataggio: "La Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l'accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero: giovedì 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, abbiamo informato l'Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un’autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal 'loro territorio'. Sono queste le "autorità' competenti" a cui si riferisce il ministro?" concludono.

Le parole di Cristina Almici

"Sea-Watch ha passato ogni limite. Essere sanzionati per non aver rispettato le regole e reagire insinuando che il Governo italiano collabori con 'criminali e trafficanti' è semplicemente vergognoso. Non accettiamo lezioni da una Ong tedesca che pretende di venire nel Mediterraneo, ignorare le indicazioni delle autorità competenti e poi mettere sotto accusa lo Stato italiano quando viene sanzionata". Lo dichiara Cristina Almici, deputata di Fratelli d'Italia.

"Se Sea-Watch ritiene illegittimo il provvedimento, faccia ricorso. È cosi che funziona in uno Stato di diritto. Quello che non esiste è il diritto delle Ong di scegliersi le leggi da rispettare e insultare le nostre istituzioni quando qualcuno glielo ricorda. E basta anche con la favola di un Governo che non contrasterebbe i trafficanti. I risultati sono lì: nei dati che abbiamo verificato per il 2026 gli sbarchi risultano più che dimezzati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Forse è proprio questo che dà fastidio. Il Governo Meloni ha scelto una strada precisa: meno partenze illegali, più controllo delle frontiere, contrasto ai trafficanti e rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere. Salvare una vita in mare è un dovere. Rispettare la legge anche. Sea-Watch può protestare quanto vuole, ma una cosa deve essere chiara: in Italia non comandano le Ong. Comanda la legge. E vale per tutti", conclude Almici.