AGI - "Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato". Lo afferma il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi in una intervista al Corriere della Sera aggiungendo che "Ormai è chiaro a tutti che esiste un'internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro. È inutile girarci intorno. Ecco perché, al di la' di ogni altra analisi, sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti".
Le parole di Piantedosi
"La sfida che pongono questi violenti - ha detto ancora il ministro - è tipicamente criminale: ci si approfitta delle libertà democratiche per porre in essere veri e propri atti di guerriglia. Ecco perché vanno condannati senza alcuna indulgenza". Si potevano fermare? "Molti li abbiamo bloccati e centinaia sono stati identificati - ha aggiunto Piantedosi - Le nostre forze di polizia sono encomiabili per come affrontano queste circostanze con equilibrio e professionalità, difendendo gli obiettivi di volta in volta aggrediti e contenendo gli effetti dei disordini. Ora bisogna lavorare perché quanto successo sabato in Val di Susa e in settimana a Bologna non rimanga senza conseguenze".
La sicurezza come tema universale
Secondo Piantedosi, la sicurezza "è un tema cruciale e merita una continua manutenzione delle norme utili a raggiungere gli obiettivi per cui è stata votata questa maggioranza. Grazie all'attenzione che le abbiamo dedicato, abbiamo ottenuto molti importanti risultati: crollo degli sbarchi irregolari, rimpatri quasi raddoppiati, calo generalizzato dei reati, aumento delle operazioni anticrimine, incremento delle assunzioni di rappresentanti delle forze dell'ordine, crescita della presenza sul territorio con operazioni ad alto impatto e stazioni sicure. Sentirsi al sicuro è un bisogno primario dei cittadini di qualsiasi classe sociale o pensiero politico. Ecco perché i temi che lo riguardano sono molto discussi. Da parte di chi ci ha contestato talvolta ci sono state attenzioni esagerate e non sempre realistiche, ma nulla può consentire che il dibattito possa trasferirsi nella piazza come giustificazione di violenze. Durante questi quattro anni del nostro governo, le crescenti aggressioni alle forze dell'ordine sono state le modalità degli antagonisti per esprimere il dissenso o presunto tale. Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato. E purtroppo alcuni dubbi e una certa sfiducia pregiudiziale di natura ideologica espressi talvolta nei loro confronti, non sempre aiutano a isolare i violenti.Io posso dire - ha concluso il ministro - che l'impegno delle forze dell'ordine in Val di Susa ha impedito che si verificassero danni e guai maggiori".
La solidarietà al sindaco Lepore
"A Bologna si è verificata una tragedia molto dolorosa. Il rispetto per il dolore che stanno vivendo i familiari impone anche di evitare strumentalizzazioni inopportune. La magistratura ha tutti gli strumenti e gli elementi per appurare cosa è successo". Lo ha detto ancora il ministro "Proprio per questo - ha aggiunto - va evitato un processo sommario a mezzo stampa teso, manco a dirlo a criminalizzare gli agenti. Le forze di polizia in Italia dimostrano ogni giorno equilibrio e professionalità compiendo innumerevoli atti di generosità e non di rado di vero e proprio eroismo. È da irresponsabili alimentare un odio nei loro confronti".
E riferendosi al sindaco di Bologna Matteo Lepore per il quale è stata disposta la scorta in seguito alle minacce social che gli sono arrivate, Piantedosi ha detto che a lui, "come a chiunque altro, va la mia piena solidarietà. La prefettura di Bologna ora ha disposto una tutela al sindaco che sarà effettuata da personale delle forze di polizia dotate di grandissima professionalità come noi abbiamo sempre sostenuto e lui stesso può constatare. L'ennesima attività che dimostra il ruolo insostituibile e fondamentale dei nostri agenti per assicurare la sicurezza e la libertà delle persone".