AGI - Cortei e manifestazioni indetti dall'Usb in più di 50 città italiane in occasione dello sciopero generale contro il carovita e il riarmo. Nessun disordine a Roma, a Milano è stata occupata la tangenziale per circa tre ore. La mobilitazione ha toccato in modo massiccio anche Torino, Bologna e Napoli, dove hanno sfilato insieme lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e realtà pro-Palestina.
Alla protesta sul territorio nazionale si è aggiunta una giornata di mobilitazione nei porti contro il traffico di armi: un'iniziativa di lotta internazionale lanciata da varie sigle sindacali che coinvolge più di 100 scali in oltre 20 Paesi.
Occupata la tangenziale di Milano
I manifestanti del corteo milanese hanno occupato la tangenziale est che è stata chiusa al traffico per circa tre ore.
Tangenziale liberata a Bologna, finita la manifestazione
Dopo aver bloccato per oltre tre ore la tangenziale e l'autostrada a Bologna e dopo otto ore di manifestazione, tutti gli attivisti del corteo che ha aderito allo sciopero generale di Usb sono usciti dal raccordo stradale. A presidiare la situazione, le forze dell'ordine e un elicottero. Il corteo è concluso in piazza Lucio Dalla, nelle cui vicinanze il traffico va ancora a rilento.
A Roma chiuse le piazze di Palazzo Chigi e della Camera
A Roma, per i cortei, anche improvvisati, le forze dell'ordine hanno chiuso gli accessi a piazza Colonna, dove si trova Palazzo Chigi, sede del governo, e a piazza di Monte Citorio, dove si trova la Camera dei deputati. Su piazza Colonna sono state parcheggiate delle camionette della polizia di traverso e sono schierati alcuni agenti.
Tensione a Mestre tra polizia e manifestanti
Tensioni in Veneto nei cortei organizzati contro il carovita nel giorno dello sciopero nazionale proclamato dall'Usb. A Mestre, durante il corteo di studenti e lavoratori, alla base di un cavalcavia che immette verso Venezia, c'è stato un tentativo di sfondamento del cordone delle forze dell'ordine che è stato fermato con manganelli e scudi dai poliziotti. Il corteo si è fermato. Sette agenti hanno riportato contusioni e tagli. La questura aveva prescritto agli organizzatori il divieto di transito dalla rotonda di via Torino alla rampa del cavalcavia.
A Treviso, alcune uova colorate sono state lanciate contro la sede di Confindustria, azione rivendicata dai manifestanti come "sanzione" contro gli industriali per "le pessime condizioni di lavoro e nel finanziamento dell'industria bellica".
A Venezia, oltre 3 mila persone in Campo San Bortolo, e sulla statua di Goldoni è stato appeso uno striscione che recita "Venezia antifascista". Al microfono, gli organizzatori della manifestazione hanno annunciato la presenza di un raduno di rappresentanti neofascisti sull'isola di San Servolo, concessa a loro dal sindaco di Venezia Venturini. Il corteo, pacifico, è poi proseguito per il Ponte di Rialto.
A Roma corteo improvvisato raggiunge il ministero dell'Istruzione
A Roma un corteo improvvisato di studenti partito da Porta San Paolo è arrivato intorno alle 17,20 davanti al ministero dell'Istruzione, paralizzando la circolazione in viale Trastevere e nelle vie adiacenti.
Trattori aprono la piazza a Roma, "non abbiamo cannoni"
Un taxi e due trattori aprono simbolicamente il corteo organizzato a Roma dall'Unione sindacale di base per lo sciopero generale. Accanto agli studenti, sfilano oggi diverse categorie professionali: dagli operatori sociali ai camionisti agli agricoltori. In piazza dei Cinquecento, a ridosso della stazione Termini, anche molti agricoltori, come Tonino, produttore di nocciole nel Viterbese, che dice: "Abbiamo scritto a Giorgia Meloni tre anni fa per segnalare la nostra situazione disastrosa ma non abbiamo mai avuto risposta. Abbiamo reiterato la richiesta più volte, pero' questo governo è sordo, non ci sente", aggiunge Tonino.
"Non è che ce l'ho con questo governo, ce l'ho anche con quelli passati, perché la politica in Italia è diventata una lobby dei potenti, è diventata una lobby del mercato dei potenti. Quindi noi dobbiamo combattere questa battaglia pacifica Insieme a tutti i cittadini italiani, abbiamo portato i trattori perché è un simbolo. Noi abbiamo portato i trattori, i cannoni non ce l'abbiamo", ha concluso.
Incendiati cassonetti vicino al Colosseo
Tensione a Roma tra manifestanti e forze dell'ordine in via Claudia e nelle vie adiacenti nei pressi del Colosseo. Un piccolo gruppo di persone si è staccato dal corteo principale e ha eretto barricate, divelto cartelli stradali e incendiato cassonetti, prendendo di mira gli agenti con lanci di bottiglie.
Torino, tensione davanti la prefettura
A Torino i manifestanti hanno marciato per le vie del centro con momenti di tensione in via Po, quando lo spezzone di Askatasuna si è aperto un varco tra gli agenti di polizia, unendosi al corteo principale. Poco dopo, davanti al Comune, un gruppo di agricoltori ha scaricato del letame per protestare contro il riarmo. Intorno alle 10.30 antagonisti e Askatasuna si sono diretti verso Porta Susa, staccandosi dal resto del corteo che ha proseguito nel percorso concordato con la questura. Al momento non si registrano disordini con le forze dell'ordine.
Disordini si sono verificati davanti alla prefettura di Torino, in piazza Castello, dove le forze dell'ordine hanno azionato gli idranti per disperdere i manifestanti che, poco prima, avevano lanciato uova, bottiglie e vernice rossa contro gli agenti in tenuta antisommossa. Il corteo sta adesso tornando verso il campus occupato, con i manifestanti che si sono dati appuntamento questo pomeriggio alle 18 per continuare a protestare contro guerra, carovita e per la Palestina.
A Napoli manifestanti scortati dalla polizia nel porto
Dopo essere rimasti bloccati per circa mezz'ora a pochi metri dall'ingresso del porto commerciale, i manifestanti in corteo a Napoli sono entrati dal varco Bausan, preceduti e scortati dalle forze di polizia. Il corteo ha percorso poche centinaia di metri all'interno del porto, per poi tornare su via Reggia di Portici, uscendo dal varco Sant'Erasmo.
Napoli: la Gen Z in piazza Mancini
A Napoli diverse centinaia di persone si sono radunate fin dalle prime ore del mattino in piazza Mancini, a pochi metri dalla stazione di Piazza Garibaldi, per dare il via al corteo di protesta. Tra la folla si registrano presenze eterogenee: studenti, lavoratori e famiglie con figli.
Slogan e striscioni: i più giovani hanno esposto cartelli con slogan come "Contro guerra, caro vita e caro studi strappiamogli il futuro" e "Meloni vai via altrimenti ci arrabbiamo". Ai piedi della statua di Garibaldi, lo spezzone della Gen Z (con le sigle Argo, Kaos e Laboratorio Insurgencia) ha srotolato lo striscione "Riprendiamoci tutto - Gen Z in rivolta".
Allerta trasporti e porto: la Questura mantiene la massima allerta per evitare possibili blocchi agli snodi viari e agli accessi del porto.
Situazione trasporti: la circolazione di treni e autobus risulta al momento regolare a seguito dell'ordinanza di precettazione firmata dal ministro Salvini, con un'unica eccezione per l'ordine pubblico: la chiusura temporanea della stazione Garibaldi della Linea 1 della metropolitana.
Occupata strada a Napoli
Dopo aver percorso un centinaio di metri su via Reggia di Portici e prima di arrivare all'ingresso dell'autostrada, i manifestanti a Napoli hanno deciso di occupare la strada su entrambi i sensi di marcia, mandando in tilt il traffico in entrata e uscita dalla città.
Una decisione, hanno spiegato gli organizzatori, dovuta alla decisione delle forze dell'ordine di non consentire ai manifestanti l'accesso in uno dei vachi del porto di Napoli, che si trova proprio lungo via Reggia di Portici.
Bologna: blocchi alle scuole
A Bologna alcune migliaia di manifestanti si sono ritrovate in Piazza Maggiore per protestare contro la guerra, il carovita e l'esecutivo.
Protesta studentesca: prima del concentramento principale, numerosi studenti hanno organizzato blocchi agli ingressi delle scuole in diverse zone della città.
Il percorso: il corteo è poi sfilato sotto le Due Torri per dirigersi lungo Strada Maggiore
Firenze: cortei in centro
Migliaia di persone sono scese in strada anche a Firenze, con la protesta guidata dallo striscione "Contro guerra e caro vita blocchiamo tutto".
Tragitto cittadino: partito da piazza Bambine e Bambini di Beslan (zona Fortezza da Basso), il corteo attraversa viale Strozzi, viale Lavagnini, piazza della Libertà, via Cavour, piazza San Marco e piazza dell'Indipendenza, per poi proseguire verso Porta al Prato e concludersi in piazza Vittorio Veneto.
Focus sui porti e trasporti: la mobilitazione tocca l'intera regione, interessando scuole, università e trasporti (a rischio precettazione), oltre alla rete portuale. "In Europa oltre 100 porti scioperano perché poli strategici della logistica bellica: i portuali non lavorano per la guerra", sottolinea l'Usb locale. Manifestazioni diffuse sono in corso anche a Livorno, Carrara, Pisa, Siena, Grosseto, Piombino e Massa.
Palermo, in migliaia in centro
Sotto un sole caldissimo, in migliaia si sono radunati a Palermo sfilando dietro allo striscione d'apertura "Contro guerra e carovita blocchiamo tutti". Il corteo, partito da piazza Politeama, ha paralizzato il centro attraversando via Ruggero Settimo e spingendosi fino a piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo.
Scuole occupate: dai megafoni dell'organizzazione sono state citate e ringraziate la dozzina di scuole occupate nel capoluogo siciliano per sostenere la protesta.
Striscioni e slogan: la piazza vede uniti lavoratori e studenti con cartelli che chiedono lo stop a Cpr, spese militari e accordi con Israele, rivendicando invece fondi per sanità, istruzione e salario minimo. Corali i cori "Palestina libera" e i grandi striscioni "Né bombe né carovita".
Trieste: oltre 500 al Varco 4 del porto
A Trieste, sferzata dalla bora, non meno di 500 persone si sono radunate davanti al Varco 4 del porto, punto di partenza del corteo cittadino organizzato in continuità con la mobilitazione Usb.
La composizione: continua il flusso di lavoratori e studenti, arrivati con bandiere, cartelli e striscioni contro il carovita e il riarmo.
Il percorso: il furgone dell'Usb guida la testa del corteo, diretto verso il centro storico, dove è predisposto un ampio presidio delle forze dell'ordine. Al momento la situazione resta tranquilla e non si registrano criticità.
Cortei in tutta Italia e sfida sulle precettazioni
L'Usb, che ha confermato la volontà di sfidare le precettazioni disposte dal ministero dei Trasporti lasciando scelta di adesione ai lavoratori, ha promosso manifestazioni in quasi tutte le regioni italiane. Tra le molte città interessate dai cortei figurano Venezia, Verona, Bergamo, Grosseto, Benevento, Bari, Sassari, oltre ad appuntamenti capillari in Liguria, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna.