Pure il sequestro conservativo. Dopo i 14 anni e 9 mesi inflitti a Mario Roggero in via definitiva, la Procura ha disposto il sequestro di 50mila euro a garanzia delle spese processuali, così come specificato dalla Procura generale di Torino. Soldi già spesi dallo Stato, che forse vorrà recuperarli. Il denaro dovrebbe provenire dalle donazioni che il comitato #Iostoconmarioroggero ha convogliato in un conto corrente tunisino, intestato al gioielliere e alla moglie. Roggero, a differenza di quanto sospettato durante la fase dell'inchiesta, non aveva intenzione di scappare in Tunisia. Il fatto che ora sia in cella, almeno, dimostra il contrario. Ieri è stato il giorno della prima visita nel carcere di Bollate della moglie Mariangela Sandrone. "Mario sta bene, compatibilmente con l'ambiente", si è limitata ad affermare all'uscita. È stata lei, poco dopo l'incarcerazione del marito, a presentare la domanda di grazia. Il presidente della Repubblica valuterà. Un'altra ipotesi in campo è la grazia parziale, che può togliere al gioielliere qualche anno di reclusione. Ma pure questo scenario è a totale discrezione del capo dello Stato. L'altro binario è quello percorso dalla difesa del settantaduenne. Il team legale coordinato dal professor Sergio Novani, analista processuale, potrebbe optare per il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Bisogna attendere le motivazioni della Cassazione. Poi potrebbe essere percorsa la strada per Strasburgo, dove i magistrati potrebbero valutare eventuali violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo durante il procedimento. E anche la mancanza di un effettivo pericolo di fuga e di un rischio di recidiva potrebbe giocare un ruolo.
Ieri, una delle quattro figlie di Roggero, appena fuori dall'istituto penitenziario, ha avuto qualcosa da ridire con i giornalisti: "Ora basta, un po' di rispetto, è più che sufficiente visto che travisate le parole". Mario Roggero, proprio attraverso le pagine del Giornale, ha già chiesto "scusa" al capo dello Stato. È stato il professor Novani a raccontarci la telefonata in cui il gioielliere si è detto dispiaciuto per la frase sulla "mano sulla coscienza". Quella che Mattarella si sarebbe dovuto mettere, dopo aver concesso la "grazia" a Nicole Minetti. Un'espressione infelice, mal formulata, per via del momento: il primo contatto con un istituto penitenziario.
Anche una delegazione regionale di Fdi Lombardia è andata a trovare l'uomo di Grinzane Cavour. Dopo la doppia visita del vicepremier Matteo Salvini, quella del capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami e quella del presidente della commissione Giustizia alla Camera, sempre di Fdi, è stata la volta degli eletti meloniano in Lombardia. Stando a quanto raccontato dagli esponenti di Fdi tra cui Alessia Villa, l'uomo si sarebbe soffermato soprattutto sui suoi nipoti. Uno, in particolare, avendo visto sui social una foto che registrava la condanna a 14 anni di Roggero, gli avrebbe detto: "Nonno, mi avevi promesso di portarmi a Gardaland. Ma per l'età che hai non uscirai".
Fdi e Lega hanno agito in sincrono sulla difesa del gioielliere, mentre Futuro nazionale di Roberto Vannacci (che per ora non fa parte della coalizione), ha fatto lo stesso. Il professor Sergio Novani, analista processuale nel team di Roggero, è a capo del legislativo di Futuro nazionale alla Camera dei deputati. E proprio in materia di sicurezza potrebbero arrivare ulteriori intese parlamentari tra il centrodestra e Futuro nazionale, dopo il caso delle preferenze nella legge elettorale.