Francesco Putortì, macellaio 48enne di Oliveto, Reggio Calabria, rientra a casa e trova due ladri. È il 2024. Ne nasce una violenta colluttazione: Putortì afferra un coltello durante la colluttazione e colpisce i due mentre tentavano di fuggire. Il commerciante viene arrestato e incarcerato in via preventiva. Dopo quattro mesi di detenzione viene liberato.
L'accusa che pende contro di lui è di omicidio volontario e tentato omicidio. La Corte condanna Putortì a 15 anni e 6 mesi di reclusione. È un verdetto severo perché i giudici respingono tutte le tesi difensive più favorevoli: non riconoscono né la legittima difesa domiciliare né quella putativa. La difesa definisce la sentenza «durissima» e si riserva di valutare l'appello dopo il deposito delle motivazioni. Al momento la condanna è di primo grado, non definitiva.