Pietro Vignali, ex sindaco di Parma e presidente di Forza Italia in Regione Emilia Romagna, si è trovato - da paziente - intrappolato nelle pieghe di quella sanità che cerca di migliorare da consigliere.
Quali visite ha cercato di prenotare?
"Avevo bisogno di una visita oculistica e di una colonscopia. Entrambe le visite mi sono state rifiutate per mancanza di disponibilità. Altro che sistema sanitario modello, in Emilia-Romagna le liste d'attesa sono in una situazione pessima. Ho scritto al ministro Orazio Schillaci perché la Regione trucca i dati sul monitoraggio".
In che senso trucca?
"Crea delle pre liste e delle liste chiuse: c'è una legge del 2024 che definisce illegale questa pratica. Nei dati comunicati al ministero però non risultano le visite 'parcheggiate' e quindi i dati sembrano buoni ma è come misurare la puntualità dei treni tenendo conto solo di quelli che partono".
Lei ha presentato un esposto?
"Sì, assieme ad altri 22 cittadini di Parma. Quello stesso giorno, magicamente, il direttore dell'Asl di Parma ha riaperto le liste a 24 mesi. Ora creeremo un Osservatorio regionale sulle liste a cui tutti i cittadini 'fantasma' si potranno rivolgere e li indirizzeremo al difensore divico regionale. Inoltre stileremo report periodici".
Tra i vari problemi di bilancio, c'è la questione dei 55 milioni di ticket da riscuotere. La Regione ce la farà mai o sono andati persi?
"C'è molta confusione a riguardo. Ogni Asl ha un sistema di accertamento diverso dall'altra. Ci aspettavamo una gestione migliore del problema, invece la giunta ha scelto la strada più dolorosa: quella di aumentare le tasse e introdurre nuovi ticket".
E per risparmiare, sono anche stati sospesi gli interventi programmati di ortopedia all'ospedale Rizzoli.
"Fino alla fine delle festività. La chiusura di un reparto è una cosa capitata solo in guerra e durante il Covid. Provoca un grande disagio e allunga a 18 mesi le liste d'attesa per un intervento, peggiorando una situazione già difficile".
Rispetto al 2024, il saldo negativo è migliorato.
"Sono stati spostati dei soldi da altre voci di bilancio per alleggerire il debito delle Asl. Per quello la Corte dei conti ha detto che bisogna smettere di rompere il porcellino. Noi ci aspettiamo un piano di razionalizzazione della spesa. È quello che farebbe un qualsiasi buon padre di famiglia per gestire bene il denaro".