Tra i presenti anche Ignazio La Russa, presidente del Senato; Lorenzo Fontana, presidente della Camera; Antonio Tajani vicepremier e ministro degli Esteri; Guido Crosetto, ministro della Difesa; Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio; i ministri Matteo Piantedosi, Luca Ciriani, Andrea Abodi, Gianmarco Mazzi. Per le opposizioni partecipano Elly Schlein, segretaria Pd, Giuseppe Conte, leader M5s, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana.
"Seminatori di germoli di pace"
Con l'ingresso dei feretri dei quattro militari morti in Bosnia - portati a spalla dai commilitoni - sono cominciati i funerali solenni nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. "Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni": questo il ricordo dell'ordinario militare per l'Italia, monsignor Gian Franco Saba, nell'omelia pronunciata nelle esequie solenni dei quattro militari morti in un incidente di elicottero in Bosnia-Erzegovina.
"Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il servizio è anticipazione del paradiso e vera sapienza - ha proseguito monsignor Saba -, hanno intuito che l'amore per l'umanità in certi contesti richiede dedizione per addestrarsi a operare con prontezza e competenza a beneficio della pace, della custodia tra i popoli, dell'intervento sanitario in situazioni di criticità e di emergenza. Hanno messo a disposizione i loro talenti e le loro competenze".
Crosetto: "Lo Stato oggi è unito"
"La Repubblica oggi è qui. Lo Stato italiano oggi è unito, senza divisioni, per rendere omaggio ai nostri quattro militari". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto durante i funerali dei militari morti in Bosnia. "Quattro storie diverse, ma unite da una passione, da un sogno, dall'orgoglio e dalla gioia di servire il proprio Paese - ha detto ancora -. E' per questo che siamo qua oggi. Perché loro oggi sono diventati qualcosa di diverso, non sono solo più i vostri figli, sono diventati dei simboli", ha aggiunto Crosett. "Simboli - ha continuato - della voglia di servire, dell'orgoglio di servire, della gioia di servire e nessuno meglio di voi sa che ognuno di loro quattro faceva questo con entusiasmo, con orgoglio, con gioia. Per questo siamo qua oggi, perché quell'entusiasmo, quell'orgoglio, quella gioia non possono essere dimenticati".
Un monumento per i quattro caduti
"Venerdì sono andato a vedere i resti dell'elicottero, accompagnato da tutte le autorità della Bosnia - ha detto ancora - quando sono arrivato per la partenza si sono avvicinate le autorità: c'erano un musulmano, un ortodosso e un cattolico. Si odiano da generazioni. E mi hanno detto: 'Non riusciamo mai a trovare l'accordo su nulla, ma ci siamo messi d'accordo in un secondo oggi: costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi", ha aggiunto il ministro della Difesa.
L'abbraccio con la vedova di Simone Ruggia
Al termine delle esequie solenni dei quattro militari morti in Bosnia, il ministro della Difesa Guido Crosetto - visibilmente commosso - si è soffermato con i parenti delle vittime all'esterno della Basilica abbracciandoli a lungo. Tra loro Chiara, la vedova di Simone Ruggia: i due si erano sposati pochi mesi fa.
Sorella di Laura Procacci, "Non aveva paura di niente"
"Non era mai ferma, non aveva paura di niente. L'abbiamo vista poco prima di quello che è successo e aveva il sorriso in faccia: era quello che voleva fare da sempre, da tutta la vita, e noi eravamo fieri del suo lavoro". Sono le parole cariche di commozione di Giulia Procacci, sorella di Laura, il sergente della Croce Rossa Italiana morto tragicamente in un incidente in Bosnia, al termine dei funerali di Stato celebrati nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. Ricordando il grande altruismo della sorella, la cui dedizione è stata elogiata anche dal ministro Crosetto nel suo discorso, Giulia ne ha tracciato un ritratto instancabile: "Non ci sono parole per dire quello che ha fatto e quello che è stata dal punto di vista militare, universitario e umano. Faceva tanto volontariato, era donatrice di midollo osseo e di sangue. Tra tirocini e impegni, partiva all'improvviso per la Svizzera o l'Inghilterra. Era il nostro punto di riferimento, non facevamo nulla senza prima chiederle un consiglio".
La giovane militare era molto legata alla Capitale: "Amava tanto Roma, studiava qui e le mancavano pochi esami per la laurea", ha aggiunto la sorella, ricordando con commozione l'ultimo viaggio fatto insieme in Sardegna "Siamo state una settimana in vacanza. Lei desiderava tanto fare una vacanza, ma tra studio, lavoro e impegni non riusciva mai. Siamo riuscite a fare questo viaggio insieme. Sono contenta di aver contribuito a realizzare questo sogno". Prima della partenza per la drammatica missione nei Balcani, l'ultimo saluto scambiato tra le due sorelle era stato un semplice: "Ci vediamo presto", ha concluso scoppiando in lacrime stringendosi al papà Giuseppe.

