AGI - Nella dialettica tra i consulenti dattiloscopici di parte impegnati nell'indagine su Andrea Sempio c'è un capitolo in cui gli esperti dell'indagato e quelli della Procura battagliano sul software 'Lapics PrintQuest'.
I primi, Luciano Garofano e Luigi Bisogno, sostengono che i secondi, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, lo avrebbero usato "per l'esame dell'impronta numero 33 e dunque per l'identificazione automatica dei 15 punti caratteristici attributi alla mano destra di Andrea Sempio". Stiamo parlando di uno degli elementi ritenuti cruciali dalla Procura di Pavia nella ricostruzione del crimine per la sua posizione sul vano delle scale poco sopra dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi.
Secondo i tecnici dell'accusa sarebbe di Andrea Sempio, per la difesa e la parte civile ci sarebbero molti dubbi sul tema, tanto da avere sollecitato invano un incidente probatorio per discuterne.
La contestazione della difesa: "Punti identificati da un computer senza esplicitarlo"
Per Bisogno e Garofano i consulenti della Procura lo avrebbero usato senza però esplicitarlo "nella relazione scritta ne' nelle pagine che descrivono come si è pervenuti alla compatibilità tra l'impronta 33 e la palmare destra di Andrea Sempio.
Ciò sarebbe ulteriormente avvalorato dalla mancanza dell'esatta identificazione, descrizione e documentazione fotografica dei singoli 15 punti caratteristici asseritamente individuati dai consulenti della Procura la cui presenza si riduce esclusivamente a numeri e micro-segnali di colore verde che non sono assolutamente idonei per una oggettiva identificazione delle minuzie".
La replica della Procura: "Nessun software per l'analisi, solo una scelta di colori"
Ma nell'elaborato dattiloscopico degli incaricati dai magistrati dell'accusa, Caprioli e Iuliano ribattono: "Rispetto alla colorazione dei punti utilizzati per indicare le minuzie rilevate sull'impronta "33", che Bisogno-Garofano definiscono ' tipici indicatori utilizzati dal software (Lapics PrintQuest,ndr) per marcare i punti corrispondenti, abbiamo deciso di adottare il colore 'verde' in quanto complementare al rosso, che risulta il tono dominante dell'immagine dell'impronta '33', al fine di garantire il massimo contrasto facilitandone la percezione".
Il sistema, tagliano corto i consulenti dei pm, "usa il colore verde per ricostruire lo scheletro dell'impronta papillare e non è stato utilizzato alcun software per l'analisi della 33".
Pm ad Amazon, "diteci cosa acquistò Sempio"
Nel cercare di tratteggiare la personalità di Andrea Sempio e "acquisire elementi utili alle indagini", i pm di Pavia firmarono nell'estate dello scorso anno un 'ordine di esibizione' rivolto ad Amazon per conoscere gli acquisti effettuati "dalla creazione dell'account da parte dell'indagato".
Il provvedimento era arrivato dopo una prima richiesta del febbraio 2025 a cui Amazon non aveva dato seguito: "Dopo numerosi contatti e solleciti, in data 11.07.2025 pervenivano solo degli esiti parziali di quanto richiesto - lamentavano gli inquirenti -. Nello specifico la società, al fine di tutelare la privacy dei suoi clienti, ritiene i dati richiesti particolarmente sensibili in quanto attinenti la sfera personale dell'individuo e per questo non ha fornito i titoli dei libri acquistati, bensì solamente i l genere letterario e i dati di pagamento e spedizione, esprimendo la necessita' di un ordine di esibizione per rispondere in modo completo alla richiesta".
Ad Amazon, nel dettaglio, era stati chiesti "tutti gli indirizzi di consegna salvati o utilizzati; tutti i metodi di pagamento registrati; tutti gli acquisti effettuati dalla creazione dell'account completi di oggetto comprato, indirizzo di consegna e metodo di pagamento utilizzato; musica, libri e film consultati sui relativi account Prime".

