"Siamo tutti Fakir", il corteo al Pilastro di Bologna. Il sindaco Lepore sotto scorta per le minacce

Scritto il 26/07/2026
da agi

AGI - "Siamo tutti Fakir", è lo striscione che guida la manifestazione al Pilastro a Bologna promossa  - domenica 26 luglio - da Plat, Usb, Potere al Popolo, Comitato Popolare Pilastro e comunità marocchina nel quartiere popolare dove, una settimana fa, durante un intervento della polizia e di personale sanitario, è morto Abderrahim Fakir. La marcia inizia con l'appello alla "verità e alla giustizia" per Fakir e si conclude con un momento di raccoglimento e una preghiera con un imam. 

"Per Fakir verità e giustizia"

Le persone in corteo, circa 2mila, prima di partire hanno osservato un minuto di silenzio, con i partecipanti in ginocchio e con il pugno chiuso. "Verità e giustizia per Fakir" è lo slogan dei cittadini che marciano tra le vie del capoluogo emiliano.

Il corteo al Pilastro 

Il corteo sta percorrendo tutte le vie del Pilastro per poi tornare all'angolo tra via Italo Svevo e via Alfredo Panzini dove è morto Fakir. Sul posto non sono presenti mezzi delle forze dell'ordine che stanno presidiando l'area a distanza, per evitare tensioni.

La moglie di Fakir chiede verità 

Dal corteo, la proposta che via Italo Svevo cambi nome o abbia una targa che ricordi Fakir. La moglie dell'uomo, dal Marocco, durante una chiamata telefonica, ha chiesto "verità" sulla morte dell'uomo e ha ringraziato per la mobilitazione.

La manifestazione conclusa con una preghiera

 Il corteo che ha sfilato al Pilastro a Bologna per commemorare a una settimana di distanza la morte di Abderrahim Fakir si è concluso.   I 2mila partecipanti alla manifestazione, dopo aver sfilato per le strade lungo il quartiere, sono tornati in via Svevo dove è morto Fakir, dove si sono raccolti raccoglimento in preghiera con un imam. 

La scorta a Lepore dopo le minacce 

Intanto la prefettura di Bologna ha assegnato una scorta al sindaco Matteo Lepore dopo le minacce giunte al primo cittadino attraverso i social all'indomani del caso Fakir. La protezione sarà attivata nei prossimi giorni.

La raccolta fondi della famiglia di Fakir 

"Faremo tutto quello che è possibile per cercare la verità e ottenere giustizia. Abbiamo bisogno del supporto di tutti". Yossra Fakir, nipote di Abderrahim, l'uomo morto una settimana fa durante un intervento delle forze dell'ordine, presenta così la raccolta fondi avviata dalla famiglia per sostenere le spese legali, medico-legali e tecnico-scientifiche necessarie a partecipare agli accertamenti e al percorso giudiziario relativo alla sua morte. Nelle primissime ore, tramite passaparola, superati gli 8.000 euro con oltre 300 sostenitori.

La raccolta è promossa dalla nipote sulla piattaforma Produzioni dal Basso. I contributi, spiega una nota, saranno utilizzati esclusivamente per l’assistenza legale, le consulenze medico-legali e scientifiche, le perizie, le attività investigative difensive e gli altri costi connessi al procedimento.

La nipote di Fakir: "Stop alle speculazioni, vogliamo giustizia" 

"Gli accertamenti sulla morte di mio zio sono appena iniziati e sappiamo che la strada per conoscere tutta la verità e ottenere giustizia potrà essere lunga - dice ancora Yossra Fakir - la nostra famiglia vuole onorare la memoria di mio zio con un’assistenza legale e tecnica indipendente e di alto livello".

"Le continue speculazioni e le notizie false circolate su mio zio non fanno altro che aumentare la nostra sofferenza in questo momento drammatico. Mio zio non può più parlare e difendersi. Quindi chiediamo a tutti di aiutarci a difendere la sua memoria, la sua dignità di persona e ottenere verità e giustizia".

La famiglia ribadisce che la raccolta non rappresenta una presa di posizione sulle responsabilità, che dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria.