AGI - Disturbi del sonno, ansia e depressione nei giovani adulti potrebbero essere sostenuti da complessi "circoli viziosi" in cui fattori biologici, psicologici e sociali si rafforzano reciprocamente, rendendo piu' difficile interrompere il peggioramento della salute mentale. E' quanto emerge da uno studio pubblicato su BMC Medicine e coordinato da Jeroen Uleman e Naja Hulvej Rod del Copenhagen Health Complexity Center dell'Universita' di Copenaghen, che ha sviluppato un modello per analizzare le interazioni tra numerosi fattori associati al benessere psicologico e alla qualita' del sonno nei giovani tra 18 e 40 anni.
La ricerca evidenzia come insonnia e sintomi depressivi siano strettamente collegati, ma mostra anche che altri elementi, tra cui stress, uso degli schermi, relazioni sociali, attivita' fisica, fumo e infiammazione dell'organismo, possano contribuire a mantenere e aggravare il problema attraverso reti di retroazione continua. "Con questa mappatura comprendiamo meglio come diversi meccanismi possano contribuire a mantenere il problema nel tempo", spiega Jeroen Uleman. "Questo ci offre un quadro piu' sfumato del motivo per cui per molti giovani sia cosi' difficile uscire da questi circoli viziosi autoalimentati".
I 29 fattori scatenanti: come funziona la rete della nicotina e dello stress
Per costruire il modello, il gruppo di ricerca ha coinvolto 14 esperti provenienti da discipline diverse, tra cui epidemiologia, psicologia, sociologia, biologia e medicina del sonno. Gli studiosi hanno identificato 29 fattori principali e 175 connessioni causali tra questi elementi, individuando migliaia di possibili circuiti di retroazione.
Secondo il modello, ad esempio, il fumo puo' favorire sintomi depressivi che a loro volta peggiorano la qualita' del sonno. La stanchezza conseguente puo' indurre a fumare di piu' per contrastare l'affaticamento, mentre la nicotina compromette ulteriormente il riposo, alimentando un nuovo peggioramento dei sintomi psicologici. Altri meccanismi descritti dallo studio coinvolgono isolamento sociale, inattivita' fisica, abitudini digitali e vulnerabilita' socioeconomiche.
"Piuttosto che concentrarsi su singole cause, come l'uso degli smartphone o l'organizzazione del sistema scolastico, il nostro studio mostra che molti fattori sono coinvolti e che questi elementi sono strettamente intrecciati in una rete complessa", osserva Naja Hulvej Rod, docente di epidemiologia e coautrice dello studio. "Comprendere queste connessioni e' fondamentale per capire come interrompere i meccanismi auto-rinforzanti".
Uno strumento dinamico per le future politiche di salute pubblica
I ricercatori sottolineano che il modello non rappresenta una dimostrazione empirica definitiva dei singoli circuiti causali, ma uno strumento dinamico e aggiornabile utile per orientare ulteriori ricerche e politiche pubbliche. Il sistema potrebbe infatti aiutare amministrazioni locali e operatori sanitari a individuare punti di intervento piu' efficaci per prevenire il deterioramento del benessere mentale nei giovani adulti.
Il Copenhagen Health Complexity Center sta gia' utilizzando il modello in collaborazione con il comune danese di Faaborg-Midtfyn per sviluppare strategie dedicate al benessere di bambini e giovani, anche in relazione al sonno. Secondo gli autori, integrare evidenze scientifiche e osservazioni raccolte sul territorio potrebbe contribuire a migliorare le future politiche di salute pubblica.
Gli studiosi evidenziano inoltre che il modello non include ancora tutti i possibili fattori coinvolti nella salute mentale e nel sonno, come variabili ambientali o politiche. Per questo il lavoro viene definito un "living tool", uno strumento aperto destinato ad ampliarsi progressivamente con nuovi dati e contributi interdisciplinari. Secondo i ricercatori, comprendere la natura sistemica e interconnessa dei disturbi del sonno e della salute mentale potrebbe diventare essenziale per affrontare una crisi sanitaria che interessa in misura crescente le fasce piu' giovani della popolazione.

