Una nocciola nei bronchi per due settimane, salvata una bimba di 20 mesi

Scritto il 08/09/2026
da agi

AGI - Una nocciola rimasta nei bronchi per due settimane. Una bambina di appena 20 mesi. Un intervento complesso e delicatissimo per salvarla. È la storia di una piccola paziente di nazionalità albanese, residente in Alto Adige, arrivata all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dopo un episodio di soffocamento avvenuto mentre era in vacanza in Albania con i genitori. La bambina aveva mangiato una nocciola quando aveva improvvisamente iniziato a tossire e a respirare con difficoltà. Dopo alcuni minuti sembrava essersi ripresa. Nei giorni successivi, però, i genitori hanno notato che qualcosa non andava: durante la respirazione la piccola emetteva continui sibili.

Gli accertamenti eseguiti in Albania avevano evidenziato un modesto enfisema polmonare destro. Il sospetto era che un frammento di nocciola fosse stato inalato. I genitori hanno quindi deciso di rientrare urgentemente in Italia e di rivolgersi direttamente al Ca' Foncello, dove la bambina è arrivata nella tarda serata del 21 agosto, circa due settimane dopo l'episodio. All'indomani, durante i controlli, il sospetto è diventato realtà e la piccola è stata trasferita immediatamente in sala operatoria.

L'intervento per togliere la nocciola dai bronchi

A operarla è stato il dottor Massimo Sonego, responsabile dell'Unità operativa semplice di Chirurgia endoscopica del Distretto ORL dell'ospedale Ca' Foncello. Fondamentale anche il supporto del dottor Mario Ferro, chirurgo pediatra, che ha messo a disposizione indicazioni e attrezzature specifiche per l'intervento su una paziente così piccola. "Queste situazioni possono essere sottovalutate, ma sono in realta' molto gravi e pericolose. La permanenza di un corpo estraneo nel bronco puo' provocare complicanze importanti e la sua rimozione è indispensabile", spiega Sonego.

L'intervento è durato oltre un'ora e mezza. La nocciola, rimasta per circa due settimane nel polmone, si era ormai frammentata in sei parti. L'infiammazione aveva inoltre ristretto ulteriormente il bronco e aumentato il rischio di sanguinamento, rendendo ancora più difficile la visualizzazione e l'estrazione.

Un intervento delicato su una paziente di 10 chili

In una bambina di circa 10 chilogrammi, il broncoscopio rigido utilizzato per raggiungere i bronchi mette a disposizione del chirurgo un lume operativo di appena 3,5 millimetri. Attraverso quello è necessario individuare ed estrarre il corpo estraneo, mentre l'anestesista deve contemporaneamente garantire la ventilazione della piccola paziente. La procedura si è conclusa con successo. Tutti i frammenti della nocciola sono stati rimossi. Dopo l'intervento la bambina è stata ricoverata in Terapia intensiva e successivamente trasferita in reparto, dove è rimasta altri tre giorni per le terapie e l'osservazione. È stata quindi dimessa completamente guarita.