AGI - "Andrea è innocente, mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi. E noi siamo forti su questo. È stata una vigliaccata". Lo dice ai microfoni dal Tg1 il Giuseppe Sempio, padre dell'indagato della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Sui social del Tg1 l'intervista esclusiva.
Giuseppe Sempio urla l'innocenza di suo figlio: "Non c'entra niente - ribadisce più volte - è assolutamente innocente"
"Una vigliaccata di chi?" chiede la giornalista del Tg1 e Sempio risponde: "Di chi non lo posso sapere. Siamo forti per l'innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene". Giuseppe Sempio è indagato dalla Procura di Brescia assieme all'allora procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, con l'accusa di corruzione in atti giudiziari.
L'ipotesi, sulla base di un appunto trovato a casa dei Sempio, è che il padre di Andrea abbia corrotto Venditti per indurlo a chiedere l'archiviazione del figlio nel 2017 dall'accusa di avere ucciso Chiara Poggi. La chiusura di questa indagine non è lontana e dovrebbe arrivare nelle prossime settimane dopo il deposito di un'informativa. Sempio e Venditti hanno sempre respinto le accuse e l'interpretazione del foglietto ('Venditti gip archivia per 20-30') come prova della corruzione.
Il contesto: la ricostruzione del delitto di Garlasco
Le parole disperate del padre arrivano in scia a un clamoroso colpo di scena che ha riaperto i riflettori su uno dei casi di cronaca nera più celebri d'Italia. Il delitto risale al 13 agosto 2007, quando la ventiseienne Chiara Poggi fu trovata senza vita, colpita brutalmente sulla testa, sul fondo delle scale della sua villetta a Garlasco, in provincia di Pavia. Per quell'omicidio, dopo un lunghissimo iter giudiziario fatto di assoluzioni e colpi di scena, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione l'allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi, attualmente detenuto nel carcere di Bollate.
La nuova inchiesta che vede coinvolto Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, è scaturita da un esposto presentato proprio dai legali di Stasi. La difesa ha infatti commissionato una perizia privata sui residui di DNA rinvenuti sotto le unghie di Chiara Poggi, sostenendo che quei frammenti genetici corrispondano a quelli del giovane Sempio e non a quelli del fidanzato condannato. Una tesi che la famiglia Sempio respinge con forza, ricordando come la posizione del ragazzo fosse già stata vagliata e archiviata dagli inquirenti nelle primissime fasi delle indagini.

