AGI - Svolta nel caso della morte della 52enne Franca Ludwig, il cui cadavere è stato trovato nel Comune di San Godenzo, lungo la SP 95 detta "Del Castagno", la mattina del 2 luglio scorso, sul ciglio di un tratto sterrato. Sul corpo della donna, cittadina tedesca, c'erano profonde ferite al capo e a un arto, tali da far pensare che fosse stata vittima di un pirata della strada. Oggi invece il colpo di scena.
I carabinieri di Firenze e della Compagnia di Pontassieve, su ordine della Procura della Repubblica di Firenze che conduce le indagini, hanno fermato due fiorentini, un uomo e una donna di 52 e 59 anni, con l'accusa di concorso nell'omicidio premeditato della cittadina tedesca.
La messinscena dell'incidente stradale
Secondo quanto ricostruito nel corso di complesse indagini internazionali che hanno portato gli agenti anche in Germania e Georgia, dopo aver sentito 140 testimoni, gli inquirenti hanno stabilito che l'apparente incidente stradale sia solo una messinscena appositamente concepita dai due fermati: l'uomo quale ideatore, organizzatore e mandante; la donna in veste di organizzatrice ed esecutrice materiale del delitto.
Il movente: manipolazione e denaro
Secondo gli investigatori, l'uomo aveva conosciuto la vittima nel 2016 e fin da subito, al fine di sottrarle denaro, l'aveva sottoposta "a un lungo processo di manipolazione affettiva" culminato nel 2025 con "l'induzione al concepimento di un figlio" mediante fecondazione eterologa. L'uomo, insieme alla complice, avrebbe ideato, pianificato e organizzato il delitto sin da molto tempo prima della sua materiale esecuzione.
Le polizze assicurative e il piano milionario
Dopo avere acquistato – ad appena un mese dalla nascita del figlio – ben cinque polizze assicurative sulla vita della Ludwig versando la prima rata semestrale e pattuendo apposita clausola di triplicazione dell'importo assicurato in caso di decesso dovuto ad incidente stradale (per un indennizzo complessivo di oltre tre milioni di euro), nel corso di un soggiorno turistico organizzato con il rassicurante coinvolgimento dei genitori, l'uomo avrebbe convinto la vittima a fare una passeggiata nei boschi del monte Falterona in compagnia della propria complice.
L'esecuzione del delitto
La mattina del 2 luglio, dopo averle somministrato una massiccia dose di ipnotico benzodiazepinico, l'uomo sarebbe uscito di scena affidando la fase esecutiva alla complice, la quale, trasportata la vittima in stato di semi incoscienza a bordo della propria auto fino a raggiungere un tratto di strada isolato sul monte Falterona, scaricato il corpo sul ciglio della strada lo avrebbe ripetutamente colpito al capo con una grossa pietra sormontandolo poi con il veicolo, prima di abbandonarlo, allo scopo di simulare le tracce di un incidente stradale.
Indagini e reati contestati
Contestualmente al fermo dei due fiorentini, portati nel carcere di Sollicciano, i militari hanno effettuato estese perquisizioni domiciliari, locali e informatiche anche a carico di un consulente del lavoro, anch'egli fiorentino, indagato per concorso in frode assicurativa in quanto avrebbe aiutato il fermato nell'individuazione delle compagnie di assicurazione e degli agenti cui rivolgersi per la stipula delle polizze. I carabinieri hanno sequestrato ingente materiale su cui ora si concentrerà l'attenzione degli inquirenti. Agli indagati sono contestate, a vario titolo, anche reati di maltrattamenti aggravati contro familiari, truffa aggravata e frode assicurativa.

