AGI - Una zampa appoggiata al letto preparato per la chemioterapia. Ieri al Day Hospital Oncologico dell'Ospedale di Montebelluna (Treviso), Barbara Guerra ha potuto affrontare la propria seduta di chemioterapia con accanto Joy, la sua inseparabile labrador, protagonista della prima applicazione della procedura sperimentale sviluppata dall'Ulss 2 per consentire, in condizioni controllate e autorizzate, la presenza del proprio animale d'affezione durante la terapia.
Già durante il ricovero all'Ospedale Ca' Foncello di Treviso per l'intervento chirurgico correlato alla malattia, Barbara aveva ottenuto l'autorizzazione a incontrare quotidianamente Joy in reparto. Ieri, per la prima volta, la cagnolina ha potuto accompagnarla anche durante una fase attiva del trattamento oncologico, in un contesto assistenziale particolarmente delicato, caratterizzato dalla presenza di pazienti fragili e immunocompromessi.
Il racconto di Barbara: "Un grande sollievo"
"Per me essere qui con lei è una gioia, in tutti i sensi - racconta Barbara - mi aiuta a scaricare la tensione e lo stress della terapia, anche se qui si sta bene. Mi ritengo molto fortunata, perché in tutto il decorso della malattia sono stata assistita al meglio. Mancava Joy, ma ora è qui con me. Ha vissuto la mia malattia, e poterla avere qui oggi mi è di grande sollievo".
La possibilità di avere Joy accanto durante la terapia è il risultato di un percorso condiviso tra la paziente, i familiari e l'Azienda sanitaria, che ha portato all'apertura di un confronto multidisciplinare finalizzato a coniugare umanizzazione delle cure e sicurezza assistenziale.
Una sperimentazione multidisciplinare unica in Veneto
La sperimentazione, prima di questo tipo in Veneto in un ospedale pubblico, è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l'Oncologia dell'Ospedale di Montebelluna e ha coinvolto la Direzione Medica, il Day Hospital Oncologico, il Risk Management, il Servizio Aziendale per la Prevenzione del Rischio Infettivo, il Servizio di Igiene Urbana Veterinaria e tutti i professionisti dedicati all'assistenza.
"La presenza di Joy accanto a Barbara durante la chemioterapia rappresenta un momento importante per la nostra Azienda e per il percorso di umanizzazione delle cure che stiamo portando avanti - dichiara il direttore generale dell'Ulss 2, Giancarlo Bizzarri -. Questa esperienza nasce dall'ascolto di un bisogno concreto espresso da una paziente e dalla capacità dei nostri professionisti di trasformarlo in un progetto organizzativo sicuro e sostenibile".
Il futuro del progetto e il valore dell'affettività
"Ogni giorno noi medici oncologi e tutto il personale infermieristico cerchiamo di rendere l'ambiente accogliente per soddisfare i bisogni non solo fisici del paziente, ma anche emotivi - commenta il dottor Ottaviano Tomassi, dirigente medico del reparto di Oncologia a Montebelluna che ha in cura Barbara - Aver avuto l'opportunità di mettere in atto questo progetto ci fa pensare che per il futuro si possa migliorare ulteriormente questa forma di assistenza, vista l'importanza che l'affettività riveste nel percorso di cura dei pazienti oncologici".
Al termine del periodo previsto di sperimentazione, verrà effettuata una valutazione finale degli aspetti clinici, organizzativi e di sicurezza, sulla base della quale sarà valutata la possibilità di estendere il progetto all'intera Azienda.

