Protesta tir, il governo sblocca i fondi. Salvini: "Stop ai blocchi". Cibo a singhiozzo e ...

Scritto il 21/10/2026
da agi

AGI - I disagi legati alla mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante continuano a farsi sentire pesantemente sulla rete autostradale, sul trasporto aereo, sui servizi essenziali e sui supermercati di tutta Italia. Nonostante la firma dell'intesa a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha portato alla revoca del fermo da parte di alcune sigle, l'agitazione prosegue con presidi, blocchi dei rifornimenti e forti tensioni da Nord a Sud.

Il governo frena le proteste

Di fronte all'aggravarsi della situazione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene direttamente sulla vicenda sia sul fronte delle risorse sia su quello dell'ordine pubblico: "Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c'è in altre realtà. Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità", afferma il ministro Matteo Salvini a margine del Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura a Milano. "Ho ascoltato ieri tutte le categorie, quelle grandi e i piccoli e i piccolissimi e continuerò ad ascoltarli. Abbiamo sbloccato un miliardo di euro di risorse, da oggi partono i pagamenti per 2000 aziende al giorno su 32.000 in totale per quasi mezzo miliardo, quindi soldi veri e veloci", ribadisce il vicepremier, aggiungendo però che "tutti quelli che oggi stanno picchiando i loro colleghi, tagliando le gomme dei Tir, bloccando le autostrade e minacciando chi sale in camion per fare le consegne, quelli riguardano l'ordine pubblico. Io incontro e incontrerò tutti i camionisti che me lo chiederanno in tutta Italia, soprattutto al sud, perché lì è il principale problema. Quando però ci sono atti di criminalità organizzata, quello è un altro discorso".

A confermare le tappe normative dell'esecutivo è il vice ministro dei Trasporti, Eduardo Rixi, a margine del Forum Internazionale di Conftrasporto-ConfCom: "Ieri sera abbiamo già presentato un emendamento a un decreto in essere al Senato, però probabilmente potrebbe esserci nelle prossime ore anche un decreto legge in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati. I fondi sono già stati sbloccati ed erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, probabilmente già venerdì quando ci sarà il prossimo Cdm".

Rixi ha poi lanciato un appello per la fine dei picchetti: "Noi chiediamo di smobilitare i blocchi, anche perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese. Quindi temiamo anche infiltrazioni, come posso dire anche di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l'autotrasporto".

L'allarme al Nord: l'ortofrutta arriva a singhiozzo

La protesta partita dal Mezzogiorno sta ormai impattando direttamente la grande distribuzione e i consumatori del Settentrione.

Despar Nord: "Disagi per uva e clementine"

A confermare le prime difficoltà operative è Despar Nord (Aspiag Service), referente del gruppo per Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino-Alto Adige: "Stiamo riscontrando qualche disagio temporaneo a scaffale per alcuni prodotti ortofrutticoli, in particolare uva e clementine, a causa dei recenti rallentamenti nelle forniture. Abbiamo tempestivamente informato la clientela attraverso apposite comunicazioni nei punti vendita e attivato tutte le misure necessarie per limitare gli impatti, che nei prossimi giorni auspichiamo normalizzarsi".

Confcommercio Veneto: "Spettro Covid e dopoguerra"

Un quadro confermato anche dalle parole di Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto: "Anche qui in Veneto iniziano i problemi con le forniture di ortofrutta, che arrivano un po' a singhiozzo. L'autotrasporto è il fulcro vitale del commercio e se mancano le cose negli scaffali non si lavora, oltre ad avere un impatto psicologico davvero importante, che ci riporta con la mente ai mesi del Covid o direttamente al dopoguerra. Il problema è serio".

Bertin ha aggiunto l'auspicio che "tutto si risolva molto velocemente perché siamo vicini a Natale, che significa il 30% del fatturato dell'anno per un esercizio medio", ricordando che "non c'è categoria che non ne soffra. Ovviamente visto che le proteste si verificano al Sud interessa soprattutto l'agroalimentare, ma anche il tessile non è risparmiato".

Calabria al collasso

In Calabria la situazione si fa ogni ora più critica, colpendo duramente non solo i trasporti su gomma ma anche le infrastrutture aeree, l'industria e i servizi pubblici locali:

Unindustria Calabria: "Imprese vicine alla chiusura"

La protesta dei tir contro il caro gasolio sta mettendo a rischio l'attività dei cantieri e la raccolta dei rifiuti. A dirlo all'AGI è Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria: "È necessario agire con buon senso da una parte e dall'altra al fine di pervenire ad una soluzione. In queste ore ricevo in continuazione telefonate da parte di imprenditori che stanno per chiudere gli stabilimenti a causa della carenza di materie prime. Si tratta di imprese di tutti i settori, compresa l'edilizia, ma mi risultano problemi anche per la raccolta dei rifiuti. Tra una settimana, di questo passo, il fermo sarà totale. In una regione economicamente fragile come la Calabria i danni saranno incalcolabili. Auspico, pertanto, una soluzione immediata".

Aeroporti senza carburante per i voli (Nota ENAV)

Gli effetti dei blocchi dei tir hanno travalicato la viabilità stradale, colpendo l'aviazione civile. L'ENAV, ente nazionale di assistenza al volo, ha diffuso una nota nel quale avverte le compagnie aeree che, a causa della protesta degli autotrasportatori, gli scali di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti a secco di carburante per rifornire i velivoli in transito. Nessun problema, precisa l'ENAV, per l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme.

Nella nota si avvisa che "dalle ore 22 del 20 ottobre 2026 alle ore 22 del 23 ottobre 2026 presso l'aeroporto di Crotone (Libc) il carburante Jet A1 non e' disponibile. I piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l'aeroporto di partenza o precedente". Situazione analoga per lo scalo di Reggio Calabria.

Campania, nodo autostrade in tilt: chiusure e chilometri di coda tra A1 e A30

In Campania si registrano le criticità maggiori per il traffico su gomma. Dalle 7 circa sono stati chiusi, a causa della protesta degli autotrasportatori:

  • Il nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma;

  • Lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze;

  • Il nodo tra l'A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Ss7 Appia.

Al momento si registrano 3 chilometri di coda verso Napoli e 2 chilometri verso Roma. Tra Caserta Nord e il bivio con l'A30 verso Napoli, Autostrade segnala 3 chilometri di coda e, nel tratto tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma, i chilometri di coda sono 2.

In Sicilia tensioni e minacce a Catania e Palermo

L'accordo siglato a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini, ha neutralizzato una parte significativa della protesta dei tir in Sicilia. Il Comitato trasportatori siciliano (CTS) ha revocato il fermo dei servizi, ma annunciato lo stato di agitazione "fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti".

In realtà, la protesta nell'Isola prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni; accade a Catania, ad esempio, dove è prevista un'assemblea all'interporto guidata dall'Aias di Giuseppe Richichi.

Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia "blocchi illegali e minacce ai conducenti" nel capoluogo etneo, con i camionisti "impossibilitati a lavorare" e chiede l'intervento di prefetto e questore per "ripristinare subito la legalità al casello di San Gregorio e all'area portuale". La protesta va avanti anche al porto di Palermo e ai caselli di Messina e Catania.

Lazio: code sulla Casilina

Dopo i presidi ai caselli autostradali di Frosinone e Ferentino, la mobilitazione degli autotrasportatori si estende anche al sud della provincia di Frosinone. Dalla scorsa notte una decina di tir sono fermi nei pressi del casello autostradale di San Vittore del Lazio, con ripercussioni sulla viabilità ordinaria e code in formazione lungo la strada statale Casilina.