AGI - Ventidue morti e quattordici feriti. I nomi di chi non c'è più sono risuonati alla preghiera organizzata ieri sera alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Mestre. Erano le 19.38 del 3 ottobre 2023 quando un bus turistico precipitò da un cavalcavia a Mestre (Venezia), schiantandosi diversi metri più in basso, a due passi dalla linea ferroviaria. "Ci sono morti e feriti. Tanti", hanno riferito i soccorsi che per primi sono arrivati sul posto. E così, purtroppo, è stato.
Le cause
Due, si è accertato diversi mesi più tardi, le cause della tragedia: la rottura dello sterzo dell'autobus elettrico della società "La Linea" che ha reso di fatto il mezzo ingovernabile e un "buco" nel guard rail di non più di due metri di lunghezza dove il bus si è incuneato al termine della sua corsa, prima di precipitare nel vuoto. Un concorso di cause per cui l'autista Alberto Rizzotto, morto nell'incidente, non è stato ritenuto responsabile della tragedia.
Le inchieste aperte
Due le inchieste aperte. La prima, ormai alla sua conclusione, vede il patteggiamento per sette dirigenti e funzionari del Comune di Venezia imputati nel procedimento per contestazioni che riguardano, a vario titolo, negligenza, imprudenza e imperizia nella gestione della sicurezza, omessi controlli e il mancato rispetto delle disposizioni ministeriali sulla sorveglianza e sulla manutenzione di ponti e cavalcavia.
La seconda aperta dalla Procura Generale, anch'essa alle battute finali ormai, sulla quale vige il massimo riserbo, dedicata a chiarire perchè non siano stati effettuati interventi urgenti di riqualificazione alla rampa del cavalcavia. Sul fronte dei risarcimenti, infine, Allianz, compagnia assicurativa della società di trasporti, ha dichiarato di aver già versato oltre 20 milioni di euro alle famiglie delle vittime e ai feriti.

