Dipendenze da social, a Firenze il primo centro italiano per contrastarle

Scritto il 23/07/2026
da agi

AGI - Stop alla schiavitù digitale, nasce a Firenze il primo centro italiano contro la dipendenza da social, frutto dell'accordo di collaborazione tra Asl Toscana Centro, Comune di Firenze e Cooperativa ReteSviluppo.

Un presidio socio-educativo per l'utilizzo consapevole del digitale, con un centro per il contrasto alle dipendenze digitali e la promozione di un uso responsabile della tecnologia.

Il contrasto alle dipendenze social

È quanto prevede il progetto 'Discover-Fuori dal guscio', primo presidio stabile in Italia per il contrasto alle dipendenze digitali, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa all'Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.

Il progetto prende forma grazie a questa importante sinergia, "per sensibilizzare e prevenire problemi di vera e propria dipendenza" - spiega Letizia Perini, assessora comunale alle politiche giovanili. Soddisfazione è stata espressa anche da Valerio Mari, direttore generale dell'Azienda Usl Toscana Centro che parla di "un centro necessario, che mancava sul nostro territorio".

Educazione e prevenzione

La cooperativa ReteSviluppo che gestirà lo spazio con un’equipe formata per educare i ragazzi all'uso responsabile della tecnologia con un approccio non clinico-medico, ma educativo e di prevenzione. L'obiettivo è intercettare casi di iperconnessione, isolamento o conflitti familiari. "Da 10 anni facciamo attività nelle scuole, dall'infanzia all'università, con laboratori di prevenzione e interventi mirati laddove si ravvisano casi di abuso della tecnologia o episodi di cyberbullismo" - racconta Ester Macrì, sociologa esperta di media education e presidente della cooperativa ReteSviluppo. L'idea del centro - racconta Macrì - "è nata dopo il racconto di un ragazzo che proprio durante un'attività in classe ha ammesso di aver trascorso tutta la domenica pomeriggio a scrollare il telefono".

Disintossicarsi dalla tecnologia

Una storia comune a tanti giovanissimi che da settembre avranno un luogo specializzato dove potersi 'disintossicare' dalla tecnologia. Il centro nascerà alla biblioteca Chiarugi, negli spazi dell'ex ospedale psichiatrico di San Salvi, un luogo simbolico.

Qui sarà allestito uno spazio no-tech - con ingresso vietato agli smartphone - dove intraprendere percorsi di disconnessione guidata per riscoprire la vita prima dei social. Con giochi da tavolo, laboratori manuali, esperienze di gruppo. Contro l'overdose da social il progetto mette inoltre in campo uno sportello di ascolto, orientamento e mediazione per intercettare casi di iperconnessione, isolamento o conflitti familiari legati alla dipendenza digitale.

I laboratori

Previsti anche laboratori di podcasting, game design, storytelling digitale, creative AI challenge e altri percorsi esperienziali per trasformare i partecipanti da fruitori passivi a produttori consapevoli di contenuti digitali. "La tecnologia non va demonizzata - spiega la sociologa - è utile se usata in maniera proattiva". Saranno organizzati anche incontri formativi per genitori, docenti, educatori e allenatori.

Il centro potrà accogliere fino a 40 giovani al giorno, tra bambini e adolescenti dai 10 ai 25 anni. Perché "negli anni - conclude la Macrì - abbiamo notato che l'abuso dello smartphone sta diventando sempre più precoce". Il progetto pilota 'Discover' prenderà il via dopo l'estate per proseguire, nella prima fase, fino a dicembre 2026.

Il nome stesso racchiude il senso della sfida: 'dis-cover', togliere la cover, il velo del digitale per spingere i ragazzi a scoprire di nuovo il mondo reale, le relazioni e se stessi. Palazzo Vecchio ci crede - spiega l'assessora Perini - "intende creare un punto di riferimento in Toscana e non solo".