Scontri al corteo per Fakir. Lancio di bottiglie, bombe carta e auto bruciate dagli antagonisti. Cori contro gli agenti: "Assassini"

Scritto il 21/07/2026
da Francesca Galici

Il corteo è partito dal cuore della città ed è arrivato sotto la prefettura, dove era schierato un contingente considerevole di uomini in divisa

Dal tardo pomeriggio di oggi, a Bologna, centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro la Polizia e contro lo Stato per la morte di Abderrahim Fakir, che ha perso la vita durante un arresto. Al termine del discorso tenuto in Piazza del Nettuno dalla nipote di Fakir, i manifestanti si sono spostati in corteo davanti alla prefettura dove era schierato un ingente numero di poliziotti in assetto antisommossa. I cori sono sempre gli stessi, da “tout le mond detest la police” ad “assassini”, rivolto verso le forze dell’ordine.

Il corteo è poi ripartito e il rischio di scontri è altissimo in città: a un certo punto, sotto la prefettura, la prima fila dei manifestanti è entrata in contatto con gli agenti che hanno risposto con gli sfollagente per alleggerire la pressione. Sono volate alcune bottiglie, calci all'indirizzo degli agenti. I manifestanti hanno messo i fazzolettoni e coperto il volto. Attivati anche i lacrimogeni e gli idranti per disperdere il corteo. I manifestanti hanno lanciato anche bombe carta all’indirizzo degli agenti. Gli scontri si sono protratti per ore nel centro di Bologna, dove gli antagonisti hanno eretto anche barricate improvvisate.

Ci sono stati momenti di vera guerriglia in città, con gli antagonisti che hanno anche sradicato pezzi di marciapiede e di cemento armato da lanciare contro gli agenti. In tarda serata gli antagonisti hanno spaccato una macchina del Comune, poi l’hanno spinta in mezzo alla strada e le hanno dato fuoco. Le fiamme sono arrivate a lambire i palazzi vicini prima che i vigili del fuoco riuscissero a raggiungere la zona, accerchiata da detriti e mezzi distrutti. Al momento risultano in totale 11 persone ferite in maniera lieve: 5 agenti e 4 manifestanti sono stati trattati sul posto mentre un poliziotto è stato condotto in ospedale così come un manifestante. “Scontri a Bologna tra teppisti e Polizia. Irresponsabile e anti-italiana una sinistra che alimenta l’odio verso chi indossa una divisa e ci difende. Nei prossimi giorni sarò a Bologna per portare il mio sostegno e la mia solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia di Stato”, ha dichiarato il vicepremier Matteo Salvini.

Questi slogan, ha dichiarato il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, “sono vergognosi, vanno condannati senza ambiguità e rispediti al mittente. Non si può invocare giustizia e, allo stesso tempo, pronunciare parole che colpiscono chi ogni giorno rappresenta lo Stato e rischia la propria vita per garantire la sicurezza di tutti i cittadini. Chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere di prendere le distanze con chiarezza da ogni messaggio di odio contro le Istituzioni. Il silenzio, soprattutto quando si offre sostegno politico a una manifestazione, non può essere derubricato a neutralità”.

“Quello che sta accadendo a Bologna in queste ore è la diretta e prevedibile conseguenza dell'irresponsabilità politica di chi alimenta il sospetto contro le Forze dell'Ordine. Il sindaco Lepore, convocando una piazza ‘per chiedere verità e giustizia’ a caldo e prima ancora che la magistratura possa fare il proprio lavoro, di fatto ha spianato la strada all'odio della galassia antagonista. Parlare di ‘giustizia’ come se qualcuno stesse insabbiando i fatti è un'allusione grave che soffia sul fuoco del pregiudizio anti-divisa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: manifestanti che urlano 'assassini' ai poliziotti, lanciano bombe carta, prendono d'assalto i blindati e costringono gli agenti a difendersi. Per gestire questa piazza aizzata dalle parole del Sindaco lo Stato è stato costretto a mobilitare d'urgenza i Reparti Mobili da Padova, Firenze e Roma, con un dispendio economico di centinaia di migliaia di euro. È inammissibile che le istituzioni facciano da cassa di risonanza alla piazza violenta esponendo i poliziotti al linciaggio e creando un danno enorme alla sicurezza pubblica. Chiediamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità: chi riveste ruoli di governo della città non può comportarsi come un agitatore di piazza”, ha dichiarato in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp.

"Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir. Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo. La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto". Lo dice l'avvocato Fabio Anselmo, per i familiari del 42enne. "Questa è una ferita che viene inflitta alla famiglia, rispetto alla quale non può non esprimere solidarietà alle forze dell'ordine che vi sono in questo momento impegnate".