Il cantiere Lac, posto sotto sequestro nel luglio 2024, è in corso di smantellamento. La decisione arriva per gli enormi costi derivanti dal prolungato fermo dei lavori - dal luglio 2024 a oggi solo il cantiere è costato 1 milione di euro - in attesa che il percorso di giustizia rimediale con il Comune vada a buon fine. Il cantiere al Parco delle Cave, in zona Baggio, è sotto sequestro in via cautelativa in attesa del processo. A lanciare l'allarme il Comitato Famiglie sospese che percepisce un futuro sempre più fosco e incerto per l'urbanistica. Non solo, oltre alla situazione delle famiglie che hanno acquistato quegli appartamenti, c'è anche l'altissimo rischio di degrado per la città. Tradotto: posssibili occupazioni a opera di cloachard e sbandati con tutte le conseguenze del caso. La legge, infatti, prevede che il costruttore sia obbligato a mantenere la video sorveglianza sulle torri, protette solo da un cancello chiuso con lucchetto, in collegamento con le forze dell'ordine che si dovranno occupare di eventuali atti illeciti. All'orizzonte si profila anche l'ipotesi che questa situazione si possa ripetere con gli altri cantieri sotto sequestro: i due di via Lepontina e quello delle Park towers nel cuore del Parco Lambro.
Il futuro di questi edifici, secondo il Comitato, appare, sempre più incerto. "Milano è ferma, così come le centinaia di cantieri aperti e progetti bloccati in città. In molte di queste aree abbiamo già documentato episodi di microcriminalità, dallo spaccio ai piccoli incendi. Ci auguriamo che questo non accada anche qui nelle Residenze Lac di via Cancano, in un luogo prezioso e molto frequentato da famiglie e ragazzi - dichiara Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese -. L'incertezza, soprattutto sui tempi, oltre a rappresentare un danno economico ed esistenziale per le famiglie coinvolte, crea rischi per la sicurezza, l'ambiente e la salute delle persone".
Il gruppo Nexity ha avviato a novembre la domanda per il percorso di giustizia rimediale che prevede in questo caso il ritiro della Scia e la presentazione del piano attuativo cui sta lavorando l'amministrazione, ma senza che sia un cronoprogamma definito. Ancora una volta il futuro è incerto. La dimostrazione? "Nella giornata in cui il cantiere di LAC viene smantellato, leggiamo con mortificazione le dichiarazioni del Sindaco Sala, che non ha trovato un momento per parlare di noi, ma ha invece commentato la partita InterJuventus - commneta amaro Borsellino -. Un mese fa ci parlava di una soluzione ormai vicina, quanto accaduto oggi racconta una realtà ben diversa".
Ed è proprio per spingere su questi temi che il presidente di Assimpredil Ance, Giovanni Deleo, con i rappresentanti di tutte le associazioni di categoria del settore ha incontrato la vicesindaco e assessore all'Urbanistica Anna Scavuzzo per affrontare la criticità che sta mettendo sotto pressione l'edilizia milanese: tempi, incertezza e disomogeneità dei procedimenti connessi ai titoli edilizi. "Il settore ha bisogno di un passaggio immediato dalla dichiarazione d'intenti a un piano operativo misurabile, perché l'incertezza prolungata sta già producendo effetti concreti sulle decisioni rischiando di compromettere gli investimenti" spiega Deleo. La combinazione di regole non univoche e tempi non prevedibili sta comprimendo programmazione e investimenti e sta facendo slittare scelte che non possono restare sospese a tempo indefinito. Per questo gli operatori hanno chiesto che la riorganizzazione sia accompagnata da un cronoprogramma pubblico, con obiettivi verificabili e responsabilità esplicite, per rendere prevedibile l'iter delle pratiche.

