Gli Usa tornano a colpire l'Iran «in onore dei soldati caduti», come spiega il presidente Donald Trump, ma allo stesso tempo ci sono spiragli per una soluzione diplomatica, con le parti che danno segnali di essere disposte a riprendere i colloqui. L'ultima escalation si è estesa oltre lo Stretto di Hormuz, con i raid di Teheran che hanno causato la morte di militari americani e danneggiato infrastrutture critiche degli alleati nel Golfo Persico, mentre le forze Usa hanno bombardato siti militari e infrastrutture chiave del nemico. «Abbiamo colpito duramente l'Iran in onore dei soldati caduti, che sono due, forse tre», sottolinea il tycoon riferendosi alle vittime dell'attacco di Teheran in Giordania. «Ogni volta che l'Iran uccide un soldato americano, pagherà per quell'uccisione molte volte!», promette il presidente su Truth spiegando che Benjamin Netanyahu «non sarà arrestato, in nessun modo» negli Usa.
Il Comando centrale americano (Centcom) ha detto di aver ritrovato resti non identificati nell'ambito
delle ricerche del militare dato per disperso ed è in corso un esame per identificare i resti, mentre il Pentagono ha identificato i due soldati uccisi nel fine settimana, il primo tenente Tyler James Feehan, 25enne di Ewa Beach, Hawaii, e la soldatessa Isabella Gonzales, 19 anni, di Carrollton, Texas. Il New York Times, invece, riferisce che nella settimana precedente all'attacco di venerdì, l'Iran ha effettuato altri tre raid contro le forze statunitensi in Giordania, e secondo diversi funzionari americani decine di militari sono rimasti feriti nei blitz, ma il dipartimento della Difesa non ha reso noti i dettagli. Il Centcom ha comunicato su X che la nuova ondata di attacchi è iniziata alle 19 di domenica sera (l'1 di lunedì mattina in Italia), e «sono stati presi di mira i centri di comando militari iraniani, i siti di difesa aerea e sorveglianza costiera, quelli per il lancio di droni e le reti di comunicazione al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di attaccare le navi commerciali e i marittimi civili in transito nello Stretto». «Impartiremo agli Stati Uniti una lezione che annienterà qualsiasi aggressore e aprirà la strada al dominio globale degli oppressi», avverte invece il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Vahidi. E il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per ieri sera il Gabinetto di sicurezza alla luce dell'ultima escalation.
Nel frattempo Teheran dichiara che proseguono gli sforzi diplomatici.
«Abbiamo ricevuto dei messaggi, ma l'essenziale è che l'apparato diplomatico è stato attivo negli ultimi giorni e alcune idee ci sono state trasmesse dai mediatori», spiega il ministero degli Esteri. E pure l'amministrazione Trump segnala una cauta disponibilità a impegnarsi in nuovi negoziati. Il segretario di Stato Marco Rubio sottolinea che «se quella porta si aprirà, saremo felici di vederla aperta», ma «il comportamento dell'Iran deve cambiare affinché cambi il nostro». Secondo una fonte iraniana di alto livello riportata da Sky News, i mediatori hanno proposto una tregua di 10 giorni per esplorare le modalità per rilanciare l'accordo provvisorio.
Intanto gli Houthi hanno annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita. Dopo che i ribelli yemeniti filo-iraniani e i sauditi si sono scambiati colpi la scorsa settimana per la prima volta dopo anni, gli Houthi hanno «dichiarato un embargo marittimo contro il criminale nemico, basato sull'equazione occhio per occhio, con effetto immediato», fa sapere il portavoce militare Yahya Saree. E Hamas annuncia l'elezione di Khalil al-Hayya a nuovo leader del gruppo, succedendo al «martire» Yahya Sinwar, ucciso a Gaza dall'esercito israeliano nell'ottobre 2024.

