È gennaio 2026 e Raphaël Arnault si trova a Roma. Con la rete antifascista internazionale, il deputato francese partecipa al corteo contro la cerimonia di Acca Larentia. In quei giorni alcuni militanti di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di FdI, vengono aggrediti nei pressi di un supermercato in via Tuscolana, a Roma. Sono in quattro e stanno affiggendo manifesti legati alla commemorazione dei tragici fatti del 1978. Vengono circondati e assaliti in un parcheggio da una ventina di persone. Tutti e quattro finiscono in ospedale. I referti non sono dei migliori.
Una scena da Anni di piombo che si svolge in piena epoca post-ideologica. Gli antifà, gli aggressori, non parlano italiano. I ragazzi, sporgendo denuncia, lo fanno presente. La cronaca europea lo certifica: esiste una rete antifascista, violenta, commistionata con gli anarchici e con l'islam radicale. E infatti qualcuno, tra quegli aggressori, parla uno strano "arabo-europeo". È gennaio 2026 e a Roma c'è Raphaël Arnault, deputato de La France Insoumise. Non è noto se con lui ci fosse anche Jacques-Elie Favrot, l'assistente sospettato di aver ucciso Quentin Deranque, ragazzo di destra "colpevole" di aver provato a garantire la sicurezza al collettivo Nemesis a Lione. Non si sa ma qualcuno vuole vederci chiaro. Fabio Rampelli (nella foto), vicepresidente della Camera, ha già presentato un'interrogazione sull'aggressione subita dai ragazzi di Gn. La modalità esecutiva, la tecnica, il materiale (tra cui degli apparecchi ricetrasmittenti) sono indizi di una premeditazione. Ma il fatto che IlGiornale, ieri, faccia presente come Arnault fosse in Italia proprio in quei giorni spinge il parlamentare di FdI a una seconda interrogazione. È una mera ipotesi ma il meloniano vuole capire se la presenza del francese, e magari del suo gruppo "Le Jeune Garde", possa avere qualche legame con i fatti di via Tuscolano. "L'inchiesta, coraggiosa, del Giornale - afferma il parlamentare - conferma quello che avevamo detto e su cui stanno indagando. La presenza di Arnault a Roma in qui giorni caldi offre nuove piste sulle quali è necessario indagare". Arnault, da Roma, posta anche un video su Instagram in cui denuncia il proliferare dei "fascisti in Europa". Nello stesso filmato, accusa la premier Giorgia Meloni per la diffusione di quello che insiste a definire "fascismo". Ormai "fascista", per gli antifà, è più meno qualunque forma d'impegno che non sia l'estremismo di sinistra o il progressismo tout court.
La rete antifascista europea è tornata a scandire slogan che sembravano sepolti. "Uccidere un fascista non è reato". Ideologie distorte per cui Quentin ha perso la vita. E per cui i ragazzi di Gn sono stati aggrediti, fuori da un supermercato, a Roma. Per ora i due episodi non hanno legami. Ma Fratelli d'Italia vuole vederci chiaro.

