A seguito del consiglio straordinario sull'urbanistica di lunedì scorso, ieri i consiglieri di opposizione hanno presentato un ordine del giorno suddiviso in punti per chiedere all'amministrazione di prendere un indirizzo chiaro sui cantieri bloccati da quasi due anni. Sono 4 i cantieri sotto sequestro e oltre 150 i progetti sotto inchiesta, oltre a un ordine di demolizione da parte del Comune per l'edificio di via Fauchè, in quanto è stato accertato dalla sentenza del consiglio di stato, l'abuso edilizio. Ma la maggioranza lo ha bloccato.
In particolare il documento presentato da Fdi, che ha avuto in aula l'appoggio di Lega, Forza Italia e Noi Moderati prevedeva di sostenere le spese legali delle 4000 famiglie «sospese», ovvero tutti quei milanesi che hanno comprato una casa che non è stata ultimata, deve ancora essere costruita o è sotto sequestro, di votare in consiglio comunale una «super delibera» che censisca caso per caso i nodi controversi e proponga soluzioni amministrative previste dal diritto amministrativo. Terzo punto: una mappatura da parte del Comune del «rischio di contenzioso aumentato negli ultimi mesi con le ultime sentenze per prepararsi alle richieste di danni con un fondo di garanzia da 300 milioni di euro». Un premio per i funzionari e dipendenti dell'urbanistica, la digitalizzazione delle pratiche. «Oggi abbiamo previsto una risposta ad ogni esigenza, comprese quelle di sveltire le pratiche in essere e in attesa - attacca il capogruppo di Fdi Riccardo Truppo (nella foto) -. La giunta e la maggioranza di sinistra hanno deciso di non decidere. Non si prenda piu in giro la città. Il sindaco e la sinistra non sono in grado di affrontare con lucidità i problemi che hanno contribuito a generare. Gli interventi del vicesindaco Scavuzzo lo hanno dimostrato». Il capogruppo di Forza Italia Luca Bernando commenta: «Milano non può andare avanti a colpi di Galleria e di qualche settimana che porti in città turisti. Questa città è paralizzata e noi abbiamo il dovere di assicurare una crescita continua e costante, cosa che la giunta non sta certo facendo».
Nel merito l'assessore Scavuzzo ha ricordato come non tutti i punti toccati dal documento siano di competenza del consiglio comunale mentre sul fronte della giustizia riparativa ha ricordato come sia esattamente il percorso che l'amministrazione ha intrapreso con i costruttori sotto il nome di «giustizia rimediale», con delibera del 6 novembre. Per Beatrice Uguccioni, capogruppo del Pd: «Non è pensabile fornire assistenza legale alle famiglie perchè significherebbe andare contro il Comune se stesso, Comune che ha sempre ribadito la correttezza del proprio operato, mentre sul fondo di garanzia ribadisce l'impossibilità di tenere bloccati 300 milioni di euro nel bilancio senza avere una data certa».

