Stop ai risarcimenti per gli aggressori: c’è l’emendamento

Scritto il 21/07/2026
da Francesco Boezi

Intesa tra Fdi, Lega e Fi. "Va tutelato l’aggredito"

Basta "casi Roggero". Il centrodestra, con sfumature diverse, vuole evitare esiti processuali simili a quello subito dal gioielliere. Roggero deve 780mila euro alle famiglie dei ladri che hanno rapinato la sua gioielleria. A deciderlo è stata la magistratura giudicante. I capigruppo di maggioranza sono pronti a un emendamento comune: "Nessun indennizzo o risarcimento civile dev'essere riconosciuto a chi commette un reato o un'aggressione". La volontà comune di Lucio Malan, Fdi, Massimiliano Romeo, Lega, Stefania Craxi, Fi, e Michaela Biancofiore di Civici d'Italia - Nm - Maie è stata già espressa. Ma anche le norme sulla legittima difesa potrebbero subire modifiche. "Sono istanti vissuti in uno stato soggettivo e psicologico estremamente alterato e difficili da gestire anche per agenti addestrati, figuriamoci per dei cittadini comuni", premette il presidente della commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio (foto a destra). "Occorre vedere - aggiunge al Giornale - come si possa migliorare la norma nel senso di una maggiore tutela dell'aggredito rispetto all'aggressore". La Lega sta insistendo proprio sulla legittima difesa. La proposta di legge del senatore Claudio Borghi (foto a sinistra) è stata respinta dalla sinistra in quanto "incostituzionale". Per il leghista, le reazioni in caso di aggressione a mano armata all'interno del proprio domicilio o del proprio esercizio, non dovrebbero essere punibili. "Incostituzionale? Lo dirà in un lontano futuro la Consulta. Qualora mai in un altro processo per un caso analogo un giudice dovesse adire la Consulta vedremo", dice il senatore al Giornale. Il Carroccio, però, vuole anche un intervento normativo sui risarcimenti. "Se c'è davvero la volontà di impedire qualsiasi forma di risarcimento a favore di chi delinque o dei suoi eredi, si voti la proposta dalla Lega", fanno presente il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni. Forza Italia ha un'altra linea. "La normativa - ha osservato a RaiNews24 - il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, azzurro - è stata aggiornata negli anni scorsi e conserva due principi che non possono essere sacrificati: l'attualità del pericolo e la proporzione tra difesa e reazione".