Là dove è nato il mito di Alberto Tomba è spuntato un fiorellino di bronzo: Flora Tabanelli ha 18 anni, sguardo timido anche guarda il grande trampolino dall'alto, ma poi quando si lancia diventa grandissima. È successo anche ieri sera nella bufera di neve di Livigno, e anche per lei che qualche mese fa si era rotta il crociato, non si è operata ma ha scelto una terapia conservativa e gareggia con un tutore, è stato un meraviglioso miracolo. Uno di quelli che queste Olimpiadi azzurre, alla medaglia numero 23, continuano a raccontare.
Uno, due, tre, quattro giri in mezzo all'aria con gli sci ai piedi, cosa che noi umani non sappiamo nemmeno immaginare. Tutto in pochi secondi e in tre run, con l'ultima che consacra la piccola grande regina del freesky acrobatico, la disciplina dove tutte sorridono anche quando cadono. Flora di più: era già oro ai mondiali e agli X Games, con tre salti perfetti finisce sul podio e nelle braccia di mamma e papà, gestori di un rifugio al Lago Scaffaiolo, sul Corno alle Scale. Lei, poi, è nata a Bologna ma è di Sestola, e sono proprio i due comprensori dove scoppiò la Bomba, che infatti è amico di famiglia: "Da piccola, in alta montagna, Alberto veniva sempre a trovarci, è sempre stato il mio idolo. Mi ispirava con la sua potenza e libertà. Ancora oggi, per la mia prima Olimpiade, guardavo a lui: mi ha dato la forza per ottenere questo risultato". Poi c'è il paragone con Federica Brignone, visto che dal crac del ginocchio alla notte da sogno sono passati solo 102 giorni, e soprattutto perché con la Divina dello sci si sono incrociati al JMedical durante la convalescenza.
E allora: oro alla canadese Oldham, argento alla superstar cinese Gu Eileen, modella e influencer da milioni di followers che non è riuscita a fare il bis olimpico. Flora è lì con loro, quasi senza voler disturbare, eppure è grandissima uguale. E tutto grazie al fratello Miro, un altro che salta da quell'enorme trampolino, tanto che appunto che si parla di Big Air. Lui non ce l'ha fatta ad arrivare a medaglia, ma di sicuro può essere solo felice, perché è stato il suo esempio a portare la sorella con lui in Val di Fassa a costruire un sogno pieno di neve. D'altronde, aveva detto la Tabanelli alla vigilia, "sto bene, darò tutto divertendomi", ed eccola lì a braccia alzate finalmente con la felicità nel volto. Diciamolo, a vederla roteare così ci siamo divertiti anche noi.

